Farabollini: «Strategia dell’abbandono
e assenze imperdonabili?
Irrispettoso per l’impegno del Governo»

LA REPLICA del commissario alla Ricostruzione al commento di Cambriani: «Non è arrivato nessun invito ufficiale per la visita del Papa. Non è la visibilità mediatica mondiale ad aiutare i terremotati». Sulle problematiche della ricostruzione, evidenziate dal rettore Unicam Claudio Pettinari e dai sindaci del cratere, ricorda quanto fatto dall'esecutivo e che «è stato presentato meno del 10 percento delle richieste di contributo su danni ad edifici privati»
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Il commissario Piero Farabollini

 

«Si parla di strategia dell’abbandono, ma non è arrivato l’invito al Governo per la partecipazione ad un evento che più mediatico non si può né da parte delle istituzioni cittadine né da parte di quelle vaticane, con cui stiamo lavorando settimanalmente all’ordinanza sulla ricostruzione delle chiese. Sono un rappresentante del Governo, come avrei potuto partecipare in forma strettamente personale?». Piero Farabollini, commissario alla Ricostruzione, replica così alle critiche mosse da Fabrizio Cambriani nell’articolo apparso ieri su Cronache Maceratesi per la mancata partecipazione del commissario alla visita di Papa Francesco a Camerino.

A parlare di strategia dell’abbandono era stato il rettore Unicam Claudio Pettinari con un’analisi sulle problematiche della ricostruzione rilasciata a Cm domenica ai margini della visita di Papa Francesco (leggi l’articolo). Tesi rilanciata il giorno successivo dai sindaci del cratere che continuare a dire di esser stati lasciati soli (leggi l’articolo)

«La mia assenza – dice il commissario Farabollini, docente di geologia a Unicam – non va tacciata di arrogante protagonismo. Altro che “lei non sa chi sono io” e inadempienza a fronte di lauto compenso come scrive Cambriani: ho agito nel rispetto del ruolo e dell’istituzione che me ha assegnato e non ho lo stipendio parlamentare, ma una retribuzione inferiore a quella di un professore universitario».

Per Farabollini «parlare di assenze imperdonabili e strategia dell’abbandono fa guadagnare qualche applauso di piazza o un paio di likes, ma è irrispettoso dell’impegno costante e fattivo che il Governo e il Parlamento stanno mettendo nella ricostruzione. Basta sparare sui pianisti che compongono faticosamente il nuovo arrangiamento di una partitura scritta male e finora suonata ancora peggio. Quale “strategia” impone di accusare di lontananza dai territori l’unico commissario che dopo la nomina ha incontrato tutti i comitati dei terremotati? Percorro in lungo e largo i circa 8mila chilometri quadrati di cratere senza scorta e auto blu e non per rincorrere i riflettori, ma per essere a disposizione di istituzioni, cittadini e imprese dei 138 comuni – prosegue Farabollini –. Perché lamentare che, rispetto ai miei predecessori, ho prodotto poche ordinanze visto che un’ordinanza è una norma e le norme vanno fatte quando servono, non giusto per sentirsi Mosé. Combatto ogni giorno per adeguare le ordinanze alle esigenze del territorio: ne ho emesse 12 (il ritmo è di una ogni 20 giorni circa) che vanno a sanare, modificare o integrare situazioni di criticità di quelle già esistenti. Senza parlare del decreto legge 189 del 2016 che è la bibbia della ricostruzione, scritto per il cratere della scossa di agosto 2016 (territorio di un numero ridotto di comuni) e che Governo e Parlamento stanno cercando ad ogni occasione di adeguare alla realtà determinata dalle successive (territorio di 138 comuni)».

Farabollini invita «a non indulgere in atteggiamenti pretestuosamente polemici che servono solo a costruire quella visibilità mediatica di cui sono accusati i miei predecessori. Per quanto mondiale, la visibilità mediatica è per sua natura effimera e non aiuta i terremotati di cui ci si erge a paladini – conclude il commissario – È falso oltre che ingeneroso dire che questo Governo non abbia cambiato marcia alla ricostruzione. Il decreto sblocca cantieri è solo l’ultimo dei frutti di un approccio fattivo alla rinascita dell’Appennino centrale attraverso misure di ogni tipo, disponibilità finanziaria compresa. Però ad oggi è stato presentato meno del 10 percento delle richieste di contributo su danni ad edifici privati. Ci concentriamo sui nuovi strumenti legislativi ci daranno una mano a far spingere ulteriormente e speriamo, definitivamente sull’acceleratore».

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