Marzetti su Villa Eugenia:
«Una battaglia con secondi fini,
meglio riqualificare la città alta»

CIVITANOVA - Il consigliere comunale critico nei confronti del ricorso presentato dal comitato, invita a lavorare per riqualificare il patrimonio esistente

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Villa Eugenia

 

«Quella con Villa Eugenia è una battaglia con secondi fini». Il consigliere comunale di Civitanova Sergio Marzetti torna a parlare del ricorso presentato dal comitato per Villa Eugenia. Inizialmente critico nei confronti della giunta e del sindaco che aveva transato e rinunciato al diritto di prelazione per la storica dimora napoleonica, Marzetti rivede la sua posizione e invita il comitato a lavorare per riqualificare il patrimonio esistente come l’ex liceo di Civitanova Alta o il palazzo della Tramvia.

Sergio-Marzetti

Sergio Marzetti

«Sono stato tra quelli che non hanno approvato la decisione del sindaco di rinunciare al diritto di prelazione – dice Marzetti – e fui vicino all’ex segretario comunale Vecchi che propose di aprire un contenzioso con la proprietà. Allora però si parlava di 250mila euro, oggi le condizioni sono cambiate ed effettivamente servirebbero 2 milioni di euro. E allora il discorso cambia. Il ricorso al Tar pensato dalle associazioni e sostenuto con forza dalle opposizioni ritengo sia teso più ad alimentare una battaglia politica contro la giunta di centrodestra che non a raggiungere l’obiettivo». E proprio giovedì sera, in una cena, si sono riuniti gli esponenti del comitato e altri che partecipano alla causa per un convivio di finanziamento necessario a portare avanti il contenzioso, anche in termini economici. Marzetti però consiglia di virare verso altre strutture del patrimonio pubblico: «Per quanto mi riguarda, parteciperei anche io ad un comitato di cittadini per sollecitare sindaco e giunta ad arricchire e tutelare il patrimonio pubblico, ma onestamente non posso non essere contro una battaglia che nasconde secondi fini. Se veramente si tiene ad arricchire la dotazione patrimoniale della città, Corvatta e soci indirizzino la loro battaglia affinché i due milioni vengano investiti per recuperare l’enorme patrimonio di Civitanova Alta dall’ex liceo oggi inutilizzabile, o l’ex palazzina Atac mai utilizzata. Investire oggi due milioni nel miraggio di dare ai civitanovesi una villa e un parco il cui recupero richiederebbe costi impossibili per ogni Comune è un’utopia – conclude Marzetti – L’occasione per acquisire a patrimonio la villa napoleonica è stata persa 40 anni fa».


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