Settimana patrimonio culturale,
sopralluogo a Visso e Macereto
ITALIA NOSTRA organizza una visita nel comune terremotato l'11 maggio alle 11. Per l'occasione, su prenotazione, sarà possibile entrare nella piazza zona rossa

Il santuario di Macereto
Nell’ambito della settimana del patrimonio culturale 2019 di Italia Nostra, la sezione maceratese ed il consiglio regionale Marche di Italia Nostra organizzano un sopralluogo a Visso, al suo centro storico e, sempre all’interno del suo territorio, al santuario di Macereto per il sabato 11 maggio alle 11. Un sopralluogo e non una semplice visita: «Con questa nostra testimonianza vorremmo provare invece a stimolare una nuova riflessione su quella che appare una ricostruzione faticosa ma necessaria per questi territori, la cui sopravvivenza rimane un interesse nazionale da portare avanti». Per cui, spiegano gli organizzatori, «non veniamo a visitare i gioielli mai abbastanza conosciuti che fanno parte del patrimonio culturale di Visso e del suo circondario. Non veniamo a cercare errori o mancanze per condannarne ipotetici colpevoli. Non veniamo a proporre soluzioni alternative o progetti nuovi rispetto a quanto fatto o detto sinora, dopo quasi tre anni dalla prima scossa di terremoto di quel maledetto 24 agosto 2016. Ricostruzione: questo è il termine che tutti noi utilizziamo per descrivere gli interventi di cui necessitano queste terre, un termine che, in certi casi, appare troppo generico e forse inappropriato. Quello della ricostruzione, infatti, è uno scenario che ben si associa agli interventi finalizzati ad una nuova edificazione, sicura, conforme agli standard contemporanei, ma che non riesce invece a tener dentro quelli da prevedere per il recupero dei borghi antichi, sulla cui presenza è fondata la bellezza del nostro paesaggio. Nel recupero entrano in gioco aspetti che si sommano alle questioni strutturali, gli unici esclusivamente considerati con la ricostruzione: pensiamo alla conservazione dei valori che ogni monumento ha in esso, ma anche alle relazioni che esso instaura con il contesto in cui si colloca e alla sua funzione identitaria per le persone che lo vivono. Recupero e conservazione dell’esistente: questi gli aspetti imprescindibili che l’attività di ricostruzione post sisma sui nuclei storici dovrebbe contenere e di cui non si parla abbastanza. Ma che Visso, con il suo patrimonio in bilico, sembra richiamare a gran voce».

La piazza di Visso, zona rossa da due anni e mezzo
Visso è stata scelta anche per il valore della ricostruzione fatta dopo il terremoto del ’97: «Questo del 2016 è stato un evento catastrofico ma che poteva avere conseguenze ben più gravi di quelle che possiamo oggi osservare. Una delle ragioni principali va sicuramente ricondotta agli interventi realizzati a seguito della crisi sismica del 1997 e che proprio in queste zone ha salvato innumerevoli vite. A Visso potremo rilevare proprio questo effetto, con i solai che sono rimasti integri svolgendo la loro funzione di ritegno delle murature, crollate solo dopo l’uscita degli occupanti. Questo è un secondo aspetto di cui si parla ben poco e non se ne capiscono i motivi: la gestione della ricostruzione post sisma 1997 era figlia di un sistema avviato proprio a partire dal terremoto del Friuli del 1976 ed ha avuto esiti del tutto positivi sia dal punto di vista prettamente della gestione sia dal punto di vista delle tecniche messe a punto nei suoi interventi, ma è non stata presa minimamente in considerazione. Forse da lì si potrebbe ripartire».
Il sopralluogo è aperto a tutti ma è necessario richiedere un’autorizzazione perchè il centro storico di Visso è ancora zona rossa. Per poter accedere, gli interessati potranno contattare la sezione con una mail all’indirizzo macerata@italianostra.org prima di sabato 11 maggio e potranno ricevere tutte le informazioni necessarie.