Caro bollette, braccio di ferro in maggioranza:
il Consiglio dice no ai rimborsi per i cittadini

CIVITANOVA - Il consigliere Caldaroni (Fdi) ha votato con l'opposizione manifestando l’insoddisfazione per le frizioni maturate tra Atac e amministrazione. La mozione è stata comunque bocciata

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di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)

Scintille in consiglio comunale, la maggioranza si divide sulla surroga del consigliere Pezzola con Beruschi, va sotto sull’immediata eseguibilità delle dimissioni e alla fine il consigliere Francesco Caldaroni di Fratelli d’Italia vota per la mozione sul caro bolletta dell’acqua presentata dall’opposizione sull’aula.

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Il consigliere Giuseppe Beruschi, sul suo ingresso si spacca la maggioranza

Caos nel voto e contestazioni al segretario comunale. Un consiglio comunale che ha mostrato il braccio di ferro in atto fra i partiti che compongono la maggioranza, i mal di pancia per la crescita della Lega e che alla fine ha bocciato la richiesta dell’opposizione di utilizzare parte dell’utile dell’Atac per rimborsare i cittadini dal salasso del caro acqua. Quelli che dovevano essere punti solo formali, come la surroga del consigliere Maicol Pezzola che ha rassegnato le dimissioni perché in contrasto con la Lega, suo partito di appartenenza, e l’ingresso al suo posto del consigliere Giuseppe Beruschi, e, poi, le relative sostituzioni nelle commissioni, hanno mostrato i nervi scoperti della maggioranza. La maggioranza sul voto di surroga si spacca e passa solo grazie all’errore del consigliere Tommaso Corvatta che vota come la maggioranza per il sì, anziché come l’opposizione. Alla fine il risultato è di 9 sì (Baioni, Ciarapica, Croia, Lazzarini, Marinelli, Marzetti, Pizzicara, Morresi e Corvatta) e 7 no (Caldaroni, Franco, Ghio, Mei, Rosati, Rossi, Silenzi). Pesano le astensioni di Cavallo, Mercuri, Polverini e Monia Rossi. Dopo il voto Caldaroni sbotta sullo strapotere della Lega e sul personalismo di certi assessori: «Qua qualcuno si è montato la testa». La spaccatura si ripete sul voto per subentrare nella commissione elettorale. Parte della maggioranza si mette d’accordo con la minoranza e il nome di Marino Mercuri supera con la somma dei voti quello di Beruschi (11 a 9). Il presidente del consiglio però interviene e spiega che i voti validi sono solo quelli della maggioranza e pertanto passa Beruschi. Un’interpretazione del regolamento che manda su tutte le furie la minoranza che attacca pesantemente l’operato del segretario Morosi e il comportamento del presidente del consiglio e annuncia esposti. Mercuri a quel punto abbandona l’aula. L’assise poi all’ultimo punto del consiglio comunale urgente torna a parlare del caro bolletta e propone una mozione con la quale si chiede all’Atac di farsi carico dell’aumento e utilizzare l’utile del 2018 per rimborsare, a conguaglio 2019 quando gli aumenti per effetto della delibera AAto saranno anche maggiori rispetto a quest’anno, quel fondo per rimborsare i cittadini.  Secondo Silenzi  i cittadini civitanovesi hanno pagato due volte i rincari perché:«l’Atac ha conseguito nel settore idrico nel 2017 un utile di 634.669 euro. Significa che i civitanovesi pagavano già una tariffa che consentiva al comune di guadagnare sugli aumenti e con gli aumenti decisi dall’Aato e avallati dal comune hanno esborsato altri 621mila euro nel 2018 e ne esborseranno 809mila nel 2019».

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Uno dei momenti caldi di ieri con il consigliere Caldaroni che discute con Monia Rossi

Per l’assessore alle finanze Roberta Belletti il problema nasce quando l’Aato spiega che il rincaro sarebbe stato di poco più del 6%, un aumento che era stato giudicato sostenibile: «Il maggiore incremento che in quella sede l’Aato 3 proponeva di applicare era quindi pari a circa il 6,8% che, all’epoca e sulla base dei documenti messi a disposizione dei Comuni, appariva un tributo sostenibile soprattutto in relazione alla sua “vocazione” ad essere un fattore di stimolo verso la soluzione del gestore unico – ha spiegato in aula la Belletti –  La tariffa unica ha manifestato i suoi effetti in modi molto diversi da quelli prospettati all’Assemblea in sede di sua introduzione. Gli aumenti medi sono stati complessivamente superiori al 10% e si sono concentrati su alcune categorie di utenze, in particolare residenziali, e hanno colpito con maggiore incidenza i consumi idrici al di sotto delle soglie di eccedenza. Successivamente il Comune ha interessato della questione l’Arera segnalando quanto accaduto e chiedendo una verifica sulla legittimità della tariffa unica e della sua retroattività. Tale nota non è stata ancora riscontrata, ma l’Arera ha comunicato di aver avviato una verifica sull’applicazione della tariffa anche allo scopo di attestarne la compatibilità con la presenza di un numero elevato di operatori». Il sindaco Fabrizio Ciarapica a fine consiglio propone di votare contro la mozione: «l’amministrazione si è già attivata, è surreale che l’opposizione si faccia paladina dei cittadini, come se chi amministra invece non lo fa – ha detto il sindaco – Abbiamo come giunta deliberato di cercare con l’Aato una soluzione e il rapporto è collaborativo e lascia ben sperare. Come giunta abbiamo proposto di utilizzare parte dell’utile dell’Aato per aiutare  i comuni che hanno avuto un aumento maggiore. L’aato ci ha risposto e il 10 maggio è stata fissata una riunione. Pertanto non ha senso oggi votare la mozione» . Ma la dichiarazione di voto di Caldaroni gela tutti: “io voterò sì – dice – se si può fare qualcosa per correggere quello che è stato fatto, va fatto. Non guardiamo se lo propone la destra o la sinistra e magari i cittadini ci rispetteranno un po’ di più perché da quando sono arrivate queste bollette siamo andati a fondo. Io ho sempre camminato a testa alta e camminare a testa bassa a Civitanova non mi va». Caldaroni prima del voto viene circondato, il sindaco Ciarapica, i consiglieri Pizzicara e Monia Rossi cercano di fargli comprendere il valore politico di quel voto, ma alla fine il voto, seppur non sufficiente per  l’avallo della mozione (bocciata), registra il sì di Caldaroni e l’astensione della Ruffini, sempre in quota Fdi, aprendo scenari di possibili frizioni anche su altri temi.

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Marino Mercuri

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