“Piccoli borghi capaci di futuro”,
weekend dedicato all’Appennino
DUE INCONTRI il 4 e 5 maggio a Ripe San Ginesio e Castelsantangelo per affrontare alcuni temi chiave del territorio colpito dal sisma. A organizzarli i "Cantieri mobili di storia"

Paolo Coppari dell’Istituto storico e della resistenza di Macerata e Marco Moroni durante un passato incontro
Organizzato dai “Cantieri mobili di storia”, sabato 4 maggio a Ripe San Ginesio e domenica 5 a Castelsantangelo avrà luogo il secondo e doppio appuntamento dell’iniziativa “L’Appennino che cambia”. Coordinerà Marco Giovagnoli, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro di Unicam e autore del saggio “Piccolo dizionario sociale del terremoto”. Unico è il tema “Piccoli borghi capaci di futuro”, ma molte sono le domande che animeranno i due incontri con le comunità: come contrastare i processi di spopolamento e di desertificazione in atto nei borghi appenninici e nel nostro entroterra? Come valorizzare le diversità dei nostri piccoli insediamenti per opporsi alla semplificazione e all’omogeneizzazione dell’attuale modello di sviluppo? Come connettere le esperienze e i progetti di rinascita delle aree terremotate e dei territori fragili degli Appennini? Come avviare pratiche efficaci, coerenti e sostenibili di valorizzazione del territorio attraverso la partecipazione attiva delle comunità locali e una gestione collettiva dei problemi?
Molteplici saranno le esperienze e i progetti (da “Borgofuturo” di Ripe San Ginesio a “Foiatonda” di San Benedetto in Val di Sambro), così come i relatori che ne parleranno: il sindaco di Ripe San Ginesio, Paolo Teodori, Gabriella Bonini, responsabile scientifico della Biblioteca-Archivio “Emilio Sereni”dell’istituto Alcide Cervi di Gattatico (Reggio Emilia), Sandra Losi, architetto impegnata dal 2012 nella ricostruzione post-sisma emiliano e Walter Materassi, presidente della cooperativa di comunità “Foiatonda” di Madonna dei Fornelli.
L’obiettivo dei due incontri è quello di avviare una vera e propria rete tra i piccoli borghi degli Appennini centro-settentrionali e centro-meridionali, per condividere esperienze innovative di comunità, e nuovi percorsi di ripresa. In modo da conoscere e accedere a bandi di finanziamento in materia, così come a leggi, atti e normative delle rispettive regioni. Come sempre, nei “Cantieri mobili di storia” l’attenzione al futuro nasce e trae linfa dalla conoscenza del passato delle comunità con cui si dialoga. In questo caso, lo spunto sarà offerto dalla presentazione della rivista “Marca/Marche” che ha appena pubblicato uno studio interamente dedicato a “Storie di comunità. Relazioni, legami, appartenenze e fratture nelle storie dei piccoli paesi” (a cura Marco Giovagnoli e Marco Moroni). Gli organizzatori fanno loro l’appello “La storia è un bene comune”, lanciato qualche giorno fa da Andrea Camilleri, Andrea Giardina e Liliana Segre, soprattutto quando invita a “rafforzare l’impegno, rinnovare le parole, trovare vie di contatto, moltiplicare i luoghi di incontro per la trasmissione della conoscenza storica”.