Crepe nella maggioranza,
Liberamente contro Cognigni:
«Il sindaco lo sfiduci»
CIVITANOVA - Simone Garbuglia, Sergio Marzetti e Marino Mercuri chiedono a Ciarapica di togliere le deleghe all'assessore in quota Lega. Le dimissioni del consigliere del Carroccio Pezzolla, I 20mila euro e per i totem di Corso Dalmazia e una visione personalistica del ruolo in giunta alla base dello scontento
di Laura Boccanera
Sfiducia all’assessore Giuseppe Cognigni, a chiederlo i consiglieri di Liberamente. Il fuoco amico è stato aperto dai tre consiglieri comunali di Civitanova Simone Garbuglia, Sergio Marzetti, Marino Mercuri e alla richiesta di incontro al sindaco si uniscono anche gli altri esponenti del gruppo Alido Brufani, Antonio Carusone e Alfredo Perugini. A far da detonatore le dimissioni nei giorni scorsi del consigliere leghista Maicol Pezzola, il più giovane dell’assise che, con una lettera presentata al sindaco e al presidente del consiglio Claudio Morresi ha spiegato che «da tempo è venuta a mancare la fiducia verso la Lega». In realtà erano noti i dissapori con Cognigni, iniziati già agli albori del mandato, quando Cognigni, pur avendo preso meno voti di Pezzola è stato nominato assessore. I consiglieri di Liberamente tirano le somme dei quasi due anni di assessorato e criticano la politica autoritaria di Cognigni e quella che ritengono la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ovvero la nuova discutibile illuminazione di corso Dalmazia che già ha scatenato l’ironia dei social che ha paragonato i totem alle “spade laser di Star Wars”. Ma la critica politica si fa feroce quando si contesta a Cognigni autoreferenzialità.
«Dispiace che un consigliere eletto, che è stato il più votato sia dimesso perché messo in discussione da un assessore che non sarebbe entrato in consiglio per i voti presi, ma nominato dal sindaco – continua Liberamente – E che in questi quasi due anni di amministrazione non si è mai degnato di portare punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale ed ha continuato ad operare in solitaria azione utilizzando solo i social per esaltare le sue “imprese” nella ricerca maniacale del personalismo. Infatti, siamo venuti a conoscenza delle sue iniziative solo in maniera “postuma” senza essere minimamente coinvolti nelle sedi opportune. Il caso dell’illuminazione di corso Dalmazia e di corso Umberto I rappresenta la goccia che ha fatto traboccare il vaso, anche se il vaso trabocca da tempo, non solo con il consigliere comunale dimissionario ma anche con altri consiglieri, l’assessore non è nuovo a scontri. Pertanto l’auspicio è che il sindaco possa intervenire personalmente per fare chiarezza su quanto accaduto che getta discredito sull’immagine della amministrazione comunale per il modo superficiale e personalistico di svolgere l’incarico».


Mi sembra che Cognigni non vada assolutamente lasciato da solo. Non vedo nella Giunta, tutta, chi non sia degno di accompagnarlo verso altre e più confacenti occupazioni. Liberamente che vedo ricompattata, trovi il modo di mandare tutti a casa, cosa che mi sembra farebbero volentieri se non ci fosse il rischio di far cadere tutta l’amministrazione. Ma visto che il sindaco ha già fatto capire a tutti e come la pensa sui suoi colleghi più vicini e su come intende continuare ad amministrare non vedo quale soluzione si possa adottare per salvare capra e cavoli. Purtroppo il peccato è diventato “originale” già dal primo giorno che Ciarapica è diventato sindaco e da allora troppo fiele vi ha fatto passare sotto i ponti.
E ora vorrei fare una piccola critica a CM. Perché per Macerata scrivete spesso esilaranti articoli sulla politica cittadina e invece su quella civitanovese…che tristezza. Il materiale è quello che è però in passato qualche volta abbiamo riso e anche di cuore. Ricordo quell’assessore, ah si, ancora se ne parla però non fa più ridere neanche lui. Scusa CM, capisco che la colpa non è vostra. ma c’è un patos.. E poi guarda che luci! Una volta venivano dall’alto, adesso ti camminano a fianco e magari gli fai pure ombra.