Electrolux conferma la chiusura
dello stabilimento di Cerreto d’Esi,
i sindacati proclamano 8 ore di sciopero

LAVORO - Nei due giorni di trattativa al Mimit, la multinazionale svedese ha chiesto la cancellazione dei vincoli sulla organizzazione del lavoro mantenendo però i 1.450 esuberi in Italia, oltre al mancato rinnovo di 135 lavoratori a termine. Fim, Fiom, Uilm: «Riteniamo esaurito il confronto tecnico e chiediamo la riconvocazione urgente del tavolo con il ministro e le Regioni interessate, affinché insieme possiamo usare ogni leva possibile per far cambiare idea all’azienda»

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Il tavolo tecnico di oggi al Mimit per discutere del piano industriale di Electrolux

Electrolux chiede la cancellazione dei vincoli sulla organizzazione del lavoro, ma mantiene la chiusura di Cerreto d’Esi e 1.450 esuberi in Italia, oltre al mancato rinnovo di 135 lavoratori a termine. Nei due giorni di trattativa tenutisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Electrolux ha riepilogato e dettagliato con alcune limitate modifiche il piano per ciascun stabilimento italiano.

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«Electrolux non solo ha ribadito la richiesta al Governo di intervenire su questioni di fondo che incidono sulla competitività, in particolare di agire in sede europea per la riforma della Cbam, – sottolineano in una nota le segreterie di Fim, Fiom e Uilm – ha aggiunto l’intenzione di superare gli accordi sindacali sulla organizzazione del lavoro che oggi pongono dei limiti specifici per ciascuna fabbrica alle cadenze delle linee di montaggio, stabilendo un numero massimo di pezzi ora da montare. Electrolux in pratica dichiara di voler incrementare la cadenza, a fronte di miglioramenti ergonomici e del rispetto delle saturazioni massime, fino a un massimo di 140 pezzi ora. Inoltre nelle fabbriche si stabilizzerebbe l’assetto ad un unico turno unico così detto a giornata».

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A fronte di tali pesantissime richieste, «Electrolux offre solo modifiche limitate al piano industriale e conferma la chiusura del sito di Cerreto d’Esi.- prosegue il comunicato – Gli esuberi complessivi in Italia passano da 1.719 a 1.450, ma a questi in realtà si devono aggiungere 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati; inoltre lo stesso organico a tempo indeterminato da aprile ad agosto è sceso da 4.279 a 4.200 persone, mentre 91 contratti a tempo determinato sono già scaduti senza rinnovo».

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I confederali hanno espresso la loro netta contrarietà «verso una posizione aziendale che richiederebbe grandi sacrifici ai lavoratori, enormi sforzi al governo, ma in cambio paradossalmente continuerebbe ad offrire esuberi e dismissioni. Il famigerato piano industriale di Electrolux dunque non solo non è stato ritirato, ma anzi è stato in massima parte confermato. Per questo riteniamo esaurito il confronto per così dire tecnico e chiediamo la riconvocazione urgente del tavolo con il Ministro e le Regioni interessate, affinché insieme possiamo usare ogni leva possibile per far cambiare idea alla multinazionale. Intanto proclamiamo otto ore di sciopero con modalità che saranno precisate e la prosecuzione dello stato di agitazione» concludono Fim, Fiom e Uilm.

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