Stop al “Venerdì Santo”,
sospesa la storica rievocazione
della Passione di Cristo
MOGLIANO - Il comitato che organizza la manifestazione sorta nel 1962 ha dato l'annuncio, a causa «delle restringenti normative sulla sicurezza, aumento di costi e contestuale carenza di personale». Appello ai cittadini per un ricambio nell'associazione
La rievocazione storico religiosa della Passione di Cristo di Mogliano quest’anno non si farà. A dare l’annuncio il comitato parrocchiale del “Venerdì Santo” e del “Presepe Vivente”. «Con profondo rammarico – dice l’associazione – dopo un’accurata valutazione ed a seguito di votazione, comunichiamo che la manifestazione svolta annualmente la sera del Venerdì Santo lungo le principali vie del paese per l’edizione 2019 è sospesa». Le motivazioni che hanno portato a questa decisione sono spiegate dal direttivo: «La valutazione tecnico/logistica richiesta, anche a seguito dell’analisi delle restringenti normative relative alle misure di safety e security da adottare per gli eventi di pubblico spettacolo, ha evidenziato criticità a livello di notevole aumento di costi e contestuale carenza di personale». I membri del direttivo del Comitato in scadenza di mandato si appellano ai cittadini moglianesi per dare continuità all’associazione : «Sono aperti i tesseramenti fino al 30 luglio. Considerando che la permanenza del presente direttivo, attualmente in scadenza, non è garantita e che da due anni ci appelliamo alla cittadinanza per cercare un concreto e naturale ricambio (senza aver avuto effettivi riscontri pratici), confidiamo nei moglianesi che hanno voglia di continuare questa tradizione, per impegnarsi in tal senso. Con la speranza di poter risolvere tutte le problematiche per la prossima edizione – conclude il direttivo – cogliamo l’occasione per ringraziare immensamente tutti coloro che in questi anni ci hanno sostenuto, oltre ad aver partecipato attivamente, per la realizzazione di quella che è divenuta una delle rievocazioni storico-religiosa della Passione di Cristo tra le più importanti a livello nazionale, dimostrando che la coesione è il bene più prezioso che può avere un paese».


