Farmacie, cessione del magazzino:
chiesto il commissariamento del cda Atac
CIVITANOVA - I consiglieri d'opposizione Stefano Ghio e Pier Paolo Rossi hanno presentato una mozione: «Violato il patto di fiducia con il Comune»
Cessione del magazzino delle farmacie, i consiglieri Stefano Ghio e Pier Paolo Rossi presentano una mozione per chiedere il commissariamento del cda dell’Atac: «Violato il patto di fiducia col socio unico Comune». Sulla vicenda della cessione ad Aspes del magazzino della farmacie comunali di Civitanova pesa una lettera del dirigente alle finanze, Marco Passarelli che in tre densissime pagine pone interrogativi e verifiche sulle procedure adottate dal cda dell’Atac. Richieste che avrebbero messo in subbuglio la dirigenza della partecipate che ora viene gravata anche dalla richiesta di commissariamento presentata con la mozione. Nella sua lettera datata 29 gennaio il dirigente chiede conto al presidente Belvederesi della cessione del magazzino, «avendo appreso formalmente della procedura solo tramite una istanza di accesso agli atti». Un incipit che mostra già gli appunti e gli aspetti problematici che il dirigente rivolge verso il cda e che i consiglieri comunali con la mozione sottolineano. Primo fra tutti che il Comune, socio unico di Atac, non sia stato informato della contrattazione con la Aspes di Pesaro e si contesta che l’impegno finanziario di acquisto di farmaci per 4 milioni di euro sia stato preso senza perizie tecniche. «Con la stipula del contratto di appalto con la società Aspes gli amministratori dell’Atac hanno violato il “pactum fiduciae” con il socio unico Comune – scrive Ghio nella mozione – e posto in essere un atto in palese violazione della delibera del Consiglio Comunale 79 del 29 settembre 2017 riguardante la revisione straordinaria delle partecipazioni. Gli amministratori non hanno concertato con i servizi preposti la dismissione del magazzino delle farmacie, impedendo di fatto una analisi condivisa, decisione presa senza alcun elaborato economico finanziario utilizzando una verifica e valutazione alquanto datata e ad oggi non risulta ancora prodotto alcun elaborato». Un altro problema sarebbe anche la scelta di Aspes senza una evidenza pubblica dell’operazione per un’operazione che pesa 8 milioni di euro, tanto che anche nella lettera del dirigente si sottolinea l’esposizione dell’ente a un possibile contenzioso.

Il passo era giusto ed andava fatto. Ennesima dimostrazione di non poter e sopratutto di non essere “Self-made man”. Consiglio a Ghio e a Pier Paolo di individuare i nomi già individuati e passare a qualcosa di più descrittivo, informativo e stravaccante di chi crede di poter far tutto e poi non so più se ingenuamente questo perché comincio a pensare che forse manca ” quel certo so che ” indispensabile per coprire certi ruoli. Smontare tutto quello che non vien bene avvitato è l’unico sistema per far cadere tutto quel che non si può reggere solo con l’arroganza.