Giorno della memoria,
incontro con il figlio di Perlasca

MACERATA - Il programma delle iniziative per la ricorrenza dedicata alle vittime dell'Olocausto

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Franco Perlasca

 

L’uomo che ha salvato migliaia di ungheresi a Budapest dallo sterminio nazista. Il suo nome era Giorgio Perlasca e a raccontarlo saranno il figlio Franco e la nuora Luciana Amadio. L’occasione: il Giorno della memoria. Una ricorrenza istituita quasi 20 anni fa che ogni anno si celebra anche a Macerata per ricordare le vittime dell’Olocausto e l’orrore della dittatura nazista. Il programma maceratese prenderà il via martedì (22 gennaio) proprio con questo appuntamento. Dalle 9 alle 11 l’incontro “Parole vive. Perlasca, il silenzio del giusto” proporrà la visione di un filmato con stralci dell’intervista rilasciata da Giorgio Perlasca al Museo dell’Olocausto di Washington, insieme agli studenti dei liceo scientifico, classico e Itc.  L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con la “Fondazione Giorgio Perlasca” e la compagnia teatrale Oreste Calabresi. Nell’occasione il prefetto di Macerata, Iolanda Rolli, consegnerà l’onorificenza ai congiunti di Giovanni Renna, insignito della Medaglia d’onore riservata ai cittadini italiani che sono stati deportati o internati nei lager nazisti.

Il programma prosegue il 24 gennaio dalle 16 alle 19, alla biblioteca Mozzi Borgetti con il Seminario di didattica della Shoah: fascismo e razzismo, una giornata di studi con gli interventi di Paolo Pezzino, presidente Istituto nazionale Ferruccio Parri, e Gianluca Gabrielli, insegnante e studioso di razzismo fascista e colonialismo italiano. L’iniziativa è curata dal l’Isrec. Il 29 gennaio, in collaborazione con l’Anpi Comitato Provinciale e l’Isrec, alle 11 alla Terrazza dei popoli in un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza verranno ripiantumate le 20 rose bianche in ricordo della tragica storia di altrettanti bambini ebrei, deportati da Francia, Italia, Olanda, Polonia Slovacchia prima al campo di sterminio Auschwitz-Birkenau, poi nel campo di concentramento tedesco di Neuengamme (Amburgo), dove divennero vittime degli esperimenti medici e della brutalità insensata della politica dello sterminio del Terzo Reich. Sono inoltre previste due lezioni laboratorio. La prima sul tema “Campi di concentramento in provincia di Macerata” a cura di Annalisa Cegna dell’Isrec la quale simulerà, grazie a materiali multimediali, come attraverso fonti d’archivio e ricerche di prima mano, sia possibile ricostruire le storie delle donne e degli uomini che, durante la Seconda guerra mondiale, sono stati internati nei campi di Urbisaglia, Sfrozacosta e Treia a altri centri del territorio maceratese. La seconda lezione “Ad Auschwitz c’era un’orchestra” sarà invece a cura di Stefano Rocchetti, sempre dell’Isrec. Si tratta di un incontro storico e musicale raccontato attraverso l’ascolto e la lettura di alcuni autori, tra cui Primo Levi e Fania Fénelon, la proiezione di parti di film, di documentari e testimonianze di alcuni sopravvissuti. Il tema affrontato ha una duplice chiave di lettura: da una parte la musica utilizzata come arma distruttiva e umiliante da parte dei nazisti e dall’altra la musica che salva e che conforta contrastando le barbarie e l’annientamento inflitto quotidianamente. Altre iniziative sono previste a cura degli insegnanti delle scuole nel corso delle attività didattiche educative e formative. «Riflettiamo sui valori che fondano la nostra civiltà, sulla conoscenza della storia e sulla trasmissione alle nuove generazioni di un’etica della responsabilità perché l’umanità scelga sempre la difesa della dignità delle persone», sottolinea l’assessora alla cultura Stefania Monteverde.

 

 

 


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