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Petriolo fuori dall’Area di crisi:
«La Regione poteva inserirlo»

POLEMICA - Il consigliere regionale Peppino Giorgini replica all'assessore Sciapichetti: «Si è fatta un'eccezione per Corridonia e Tolentino, perché non proporre anche gli altri comuni?»
sabato 12 Gennaio 2019 - Ore 18:49 - caricamento letture
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Peppino Giorgini

 

Petriolo esclusa dall’Area di crisi complessa del distretto calzaturiero. Dopo il botta e risposta tra il sindaco Domenico Luciani e l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, dai banchi del Movimento 5 stelle interviene Peppino Giorgini. Il consigliere regionale si dice «basito della risposta di Sciapichetti», che spiegava che criteri e decisione erano ministeriali. E attacca: «La Regione ha incluso in via eccezionale i comuni di Corridonia e Tolentino anche se i loro sistemi locali del lavoro avevano una quota percentuale del settore pelli e calzature inferiore alla media regionale (requisito, spiega Giorgini, per finire in elenco era di superarla, ndr). Da ciò emerge chiaramente che sta in primis alla Regione, e non al Ministero, stabilire la porzione di territorio da inserire nell’area di crisi, e alla Regione è quindi consentito di proporre eccezioni ai rigorosi criteri territoriali stabiliti dal Ministero, e ciò è confermato dal fatto che il Mise ha approvato integralmente l’istanza della Regione, includendo le porzioni di territorio inserite in via eccezionale». Per Giorgini quindi «viene da chiedersi il motivo per cui la Regione non abbia valutato l’inserimento, sempre in via eccezionale, del comune di Petriolo, visto che esso possiede una quota percentuale di imprese del settore pelli-calzature ben al di sopra della media regionale (superiore al 30%) e ciò vale anche per altri comuni della stessa provincia maceratese, cioè, ad esempio, Loro Piceno, Mogliano e Colmurano. Così facendo, avrebbe anche garantito una maggiore rappresentatività ai sistemi locali del lavoro della provincia». Altro fattore non considerato, per il consigliere del M5s, quello del sisma: «I comuni che abbiamo citato, sono stati tutti inseriti all’interno del cratere sismico e la provincia di Macerata possiede ben 45 comuni, su 55 complessivi, all’interno di esso, risultando così la provincia marchigiana che ha sofferto i maggiori danni causati dai terremoti iniziati nel 2016. Crediamo poi che il territorio maceratese avrebbe dovuto avere una maggiore rappresentatività all’interno dell’Area di Crisi visto che, stando ai dati di fonte Infocamere Movimprese, nel 2016, le imprese attive del settore pelli e calzature erano ben 1.214, rappresentando il 28% dell’intero settore manifatturiero, 8,2 punti percentuali in più rispetto alla Regione Marche, ma che, rispetto al 2010, ha registrato una diminuzione del 17,1% delle imprese del settore a fronte di una diminuzione del 12,1% riferita all’intera regione. Viene quindi legittimo chiedersi il motivo per cui la Regione abbia proposto, giustamente, di inserire, in via eccezionale, i comuni di Tolentino e Corridonia e non abbia fatto lo stesso per il comune di Petriolo, Loro Piceno, Mogliano, Colmurano e quanti altri abbiano una quota di imprese del settore pelli-calzature superiore a quella regionale. Un detto napoletano diceva: a chi figli, a chi figliastri. E’ forse questo che si vuole?».

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