Il sogno diventa realtà:
teatro Gasparrini, su il sipario

APPIGNANO - Il 3 febbraio l'inaugurazione, un progetto dell'amministrazione per un costo complessivo di 1,2 milioni di euro. Ecco i titoli della stagione in programma

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La presentazione del progetto

 

Un sogno che diventa realtà: questo rappresenta per il comune di Appignano l’inaugurazione del teatro Gasparrini, che avverrà il 3 febbraio con la presenza del corpo bandistico Città di Appignano. Un progetto accarezzato a lungo e trasformato, grazie alla lungimiranza dell’amministrazione del sindaco Osvaldo Messi, in un luogo concreto dove fare cultura e aggregazione. E’ stata senza dubbio una scommessa vinta, frutto di una intelligente gestione del bilancio, che ha permesso di abbattere i costi imponenti dell’opera. Ecco i numeri dell’operazione. Spesa complessiva 1.200.000 euro garantita dalla seguente copertura finanziaria:  550.000 euro mutuo ventennale (rata annuale 33.453 euro); 460.000 euro avanzi di amministrazione anni precedenti; 140.000 euro pagamento tramite un lotto zona industriale; 50.000 euro utilizzo oneri di urbanizzazione. Da sottolineare che l’impegno finanziario che graverà nei bilanci futuri è di 14.453 euro per 20 anni pari all’importo della rata del mutuo (33.453 euro annui) meno il canone annuo di affitto ( 19.000 euro) che il comune non sostiene più in seguito alla realizzazione del magazzino sottostante il teatro. Anche il luogo scelto, al centro del Polo sportivo locale, non è stato casuale, ma la migliore opzione possibile per garantirne una perfetta fruizione da parte della popolazione e degli ospiti che sceglieranno di visitarlo. Il Teatro Gasparrini, intitolato al cantastorie locale Giuseppe Gasparrini meglio conosciuto come Beppe de Birtina, che scrisse anche melodie per Nilla Pizzi, ha infatti l’aspirazione di diventare luogo privilegiato di scambio culturale, capace di ospitare non solo una stagione teatrale che si presenta già piena di attrattive, ma anche offrire ai giovani di Appignano un’alternativa, grazie ai corsi legati al teatro e alla realizzazione di scenografie che partiranno presto. E all’interno del teatro non viene dimenticata nemmeno la ceramica, vanto locale da secoli, e nella struttura stessa sono state pensate delle nicchie studiate per ospitare le opere principali al momento conservate all’interno del Comune. L’amministrazione ha stabilito poi di assegnare la gestione del teatro all’associazione “Gli Stronati” nata a Macerata nel 2013 grazie all’idea del baritono Alessandro Battiato. Inizialmente nata per divulgare la passione del canto sotto tutte le sue forme, diventa poi la base per organizzare spettacoli ed eventi. Dal 2018 l’associazione gestisce il teatro Rondinella di Montefano, e alla guida del progetto Appignano ci saranno appunto Alessandro Battiato e Matteo Canesin, il primo come direttore artistico sezione musica, il secondo sezione prosa. «Inizio la mia esperienza lavorativa in teatro come cantante lirico nel 1994 girando tutto il mondo – racconta Battiato  – Poi la vita mi ha portato a modificare il mio ruolo, prima come insegnante di canto, attività che tutt’oggi persiste, poi come organizzatore di spettacoli ed infine come direttore artistico. Adesso mi trovo ad Appignano, questo mi emoziona e mi dà tantissimi stimoli, perché purtroppo oggi non capita molto spesso l’occasione di poter inaugurare la prima stagione di un nuovo teatro. Ringrazio il sindaco e tutta la giunta comunale per questa meravigliosa esperienza». Soddisfatto il sindaco Osvaldo Messi. «Il mio mandato è ormai al termine – commenta – e dopo 10 anni sono orgoglioso di poter lasciare ai concittadini un luogo speciale, dove veder crescere talenti e dove rendere la cultura un motore economico fondamentale per questo territorio».

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Il barbiere di Siviglia

LA STAGIONE – Si parte il 10 febbraio alle 17,30 con “M’accompagno da me”, uno spettacolo con la regia di Roberto Ciufoli e l’interpretazione di Michele La Ginestra. Il 17 febbraio, stessa ora, sarà la volta di “Plato” spettacolo di clownerie, di e con Andrea Menozzi. Uno spettacolo che intreccia il mimo e le arti circensi per offrire una trasposizione poetica e divertente dell’allegoria della caverna, mito presentato da Platone nel libro VII della Repubblica. Il 3 marzo “Come Cristo comanda” per la regia di Roberto Marafante, con Michele La Ginestra e Massimo Wertmuller: ci si affida alla versione dei Vangeli Apocrifi per guardare da una prospettiva originale la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo. Il 23 marzo andrà in scena l’opera, con  “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini interpretato da “Villaincanto”. Il 6 aprile alle 21,15 “Cantastelle” di  e con Andrea Perrozzi, testo di Manuela D’Angelo: una serata dedicata ai cantautori italiani, in cui un cantastorie, Andrea Perrozzi, racconta episodi di vite e persone forse frutto della sua mente, intervallate da canzoni estremamente conosciute ma poco ascoltate. Un altro spettacolo sulla canzone d’autore è in programma il 27 aprile alle 21,15 con
“Cantautora Piccolina” di e con Sally Moriconi. L’11 maggio sempre alle 21,15 è la volta  di “’Napoli è ‘na parola” con Marco Simeoli, il 25 maggio stessa ora del musical “Romeo and Juliet” con la regia Matteo Canesin, la direzione musicale Alessandro Battiato e le coreografie Gian Giuseppe Russo, mentre l’otto giugno alle 21,15 si chiude con con Emiliano Luccisano e Alessandro Lozzi in “Attore dinamico”.


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