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Disabilità, lo sfogo di una mamma:
«L’ordinanza sui parcheggi
è incivile e inaccettabile»

MACERATA - Daniela Santoncini è la madre di Nitu, 11 anni, cieca dalla nascita. Lamenta il provvedimento del sindaco che limita la validità del contrassegno e impone in ogni caso il pagamento nelle strisce blu. Parla dei ricorsi vinti, delle difficoltà che incontra ogni giorno, dei limiti del sistema scolastico
giovedì 10 Gennaio 2019 - Ore 12:10 - caricamento letture
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Daniela Santoncini

La vita di una piccola disabile a Macerata, le difficoltà che incontra e affronta ogni giorno, tra le quali persino un’ordinanza del sindaco che limita la validità del contrassegno per disabili, i limiti del sistema scolastico ma anche qualcosa di buono come l’opera per i non vedenti e la Costituzione in braille. A passare in rassegna i pro e contro, Daniela Santoncini, mamma di Nitu, bambina di 11 anni, cieca dalla nascita che in una lunga lettera si schiera contro ogni “invisibilità”.

di Daniela Santoncini

Vorrei dare voce, con rammarico ed amarezza, ad una deplorevole ed inaccettabile condotta, che mi indigna non solo come madre, ma come cittadina che non si rassegna all’inciviltà ed alla prepotenza delle istituzioni, e che intende far rispettare i diritti di tutti noi, soprattutto di quanti debbono convivere con una disabilità, affinché vengano sempre dignitosamente salvaguardati.
Vivo nella città di Macerata e sono la mamma di Nitu, una bambina di 11 anni, cieca dalla nascita, titolare di un contrassegno disabili (rilasciato dal Comune), che autorizza la circolazione e la sosta dei veicoli a servizio delle persone con disabilità, mettendole, al contempo, al riparo da “improprie”, oltre che incivili contestazioni o verbalizzazioni di infrazioni, quali quelle che sto collezionando da qualche tempo, addirittura anche davanti alla mia abitazione.
E’ superfluo sottolineare che sia le norme di legge che quelle di civile convivenza hanno posto particolare attenzione alla problematica afferente alla sfera della disabilità, nella giusta convinzione che l’utenza più debole vada comunque garantita. Prova ne sia la nascita, nel nuovo governo, del Ministero della famiglia e della disabilità.
Ma così non è per il Comune di Macerata, il quale con una delibera del marzo 2017, sicuramente non pervasa da senso civico, né tanto meno da sensibilità, ma tesa solo a “fare cassa”, ha stabilito, in deroga all’art 188 CdS (che prevede importanti agevolazioni per i disabili e per la loro mobilità) e ad ogni principio di civiltà che anche il possessore di contrassegno disabili, il quale parcheggi l’auto in uno spazio delimitato dalle strisce blu, è obbligato al pagamento.
Tale avvilente ed incivile provvedimento, non curante dei complessi e gravi limiti di spostamento di una persona disabile, soprattutto quando è impossibilitata a deambulare, è già stato oggetto di numerose contestazioni da parte dei miei concittadini, sia per l’assoluta mancanza di senso civico e di rispetto, sia perché risulta, comunque, del tutto inapplicabile, dal momento che tutti i parchimetri sparsi per la città di Macerata non sono a norma (si trovano su marciapiedi dissestati e privi di scivoli antibarriere architettoniche, o comunque in sedi difficilmente raggiungibili dalle persone disabili).
Chi infligge sanzioni ed impartisce regole, soprattutto se si tratta di una pubblica amministrazione, dovrebbe prima mettersi nelle condizioni di “trovarsi secondo legge”.
Poiché ritenevo oltre che incivili, comunque illegittime nel merito, le sanzioni comminate, e poiché sono avvocato, ho impugnato le stesse, insieme alla mia collega di studio, l’avvocato Filomena Giordano, davanti a ben tre Giudici di Pace, i quali, all’unisono, hanno accolto le nostre doglianze, addirittura condannando il Comune alle refusione delle spese.
Forte delle mie ragioni e di questi provvedimenti favorevoli, mi sono rivolta direttamente al sindaco, tra l’altro mio collega, spiegando le ragioni delle contestazioni svolte (“comprensibilmente” più difficili da capire per chi non convive con una disabilità), mostrandogli le sentenze (che avrebbe dovuto già conoscere) e sottolineando l’opportunità di rimettere mano a quella incivile ordinanza, anche al fine di evitare inutili e dispendiosi (per la comunità) contenziosi, vista ormai la linea seguita dai Giudici di Pace.
Ma ad oggi nessun ravvedimento è stato posto in essere, anzi, continuano pervicacemente a fioccare multe, perfino davanti alla mia abitazione, nonostante abbia specificamente richiesto, da oltre un anno, l’apposizione di un ulteriore stallo giallo (nel mio condominio vive altra persona disabile, e c’è un solo stallo), senza ricevere al riguardo riscontro alcuno da parte del Comune.

Auto parcheggiate sulle strisce blu foto d’archivio)

Questa barbara ed ostinata condotta mi induce ad evidenziare, attraverso una fotografia più ampia, i principali limiti che abbracciano la vita reale delle persone disabili e l’importanza e la necessità di favorirne l’accesso in senso lato, che non consiste solo nell’eliminazione di barriere ambientali e culturali, ma si sviluppa in tutta una serie di ambiti, che dovrebbero agevolare la piena ed effettiva partecipazione alla società civile, a partire da quello forse più importante: il diritto allo studio che culmina in quello all’inserimento nel lavoro.
La scuola, in effetti troppo spesso carente ed inconsapevole, appare, salvo rare eccezioni strategicamente e didatticamente poco organizzata, soprattutto per quanto riguarda la formazione di insegnanti di sostegno e l’utilizzo di appositi sussidi didattici.
Precisato che Nitu, superate le traversie iniziali con qualche dirigente scolastico che non gradiva una bambina cieca, ha avuto, comunque, la fortuna di incontrare un’insegnante di sostegno competente e valida, anche umanamente, ed un istituto scolastico, il “Fratelli Cervi”, attento ed accogliente, riconosco tuttavia che uno dei mali antichi di cui soffre la scuola è la scarsa capacità di realizzare la fondamentale integrazione scolastica per arrivare ad una effettiva integrazione sociale: tutto ciò non può essere lasciato al fortuito e fortunoso incontro con un insegnante di sostegno bravo e motivato.
Nella realtà, la scuola non è ancora dotata di risorse, anche umane, sufficienti o di strategie didattiche ed organizzative innovative: nonostante sia normativamente previsto un monte ore specifico per ciascun alunno, nella realtà vengono assegnate meno ore di quante se ne avrebbe diritto; per di più non sempre l’alunno è affiancato da un insegnante munito di competenze specifiche, onde consentirgli di svilupparsi, di istruirsi e di partecipare come tutti.
Una formazione carente limita e pregiudica anche il diritto all’inserimento al lavoro, aggiungendo difficoltà a difficoltà: non basta riservare pietisticamente posti di lavoro, ma è indispensabile consentire lo svolgimento delle proprie mansioni in modo competente e brillante, così da poter esprimere al meglio le proprie attitudini e potenzialità e non essere semplicemente “tollerati”.
Il nostro sistema legislativo, pur articolato nella moltitudine di leggi, viene spesso disatteso, con pesanti ripercussioni sulla vita reale e pratica delle persone disabili, così da creare un enorme abisso tra la brillante situazione teorica e la pratica che si rivela tutt’altro.
Auspico che le istituzioni a tutti i livelli e le associazioni rappresentative dei disabili, cooperino fattivamente, ma questo per quanto mi consta non avviene ancora.
Ma non tutto è da buttare: ogni estate, per la stagione di musica lirica organizzata dall’Arena Sferisterio di Macerata, assistiamo a tutte le opere di cartellone, fruendo di uno straordinario servizio per ciechi, organizzato dal Macerata Opera Festival, coordinatrice  Elena Di Giovanni, che contiene l’audiodescrizione delle scenografie, dei costumi, della trama, per la gioia di quanti vogliono assaporare l’opera lirica ad “occhi chiusi”. Il tutto preceduto da percorsi tattili introduttivi.
E’ un progetto unico in Italia e un fiore all’occhiello della città.
Aggiungo che lo scorso anno, la Questura di Macerata, nella persona dell’allora questore Giancarlo Pallini, uomo illuminato e di grande spessore umano, ha realizzato e distribuito nelle scuole primarie della provincia, un diario scolastico integrato con il testo della Costituzione Italiana, per insegnare ai bambini il senso civico ed il rispetto della legalità. Per Nitu ha fatto stampare, per la prima volta in Italia, il medesimo diario in braille, al fine di consentirle di condividere l’esperienza con i propri compagni di classe.

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