Cinderella, capolavoro senza tempo
con la firma di Dante Ferretti
IL FILM sulla favola di Cenerentola, campione di incassi nel 2015, ha fatto registrare oltre 2,5 milioni di telespettatori su Rai2. Scenografia del tre volte Premio Oscar maceratese

Una scena del film
di Maurizio Verdenelli
Oltre 2,5 milioni di telespettatori. Cenerentola (Cinderella, il titolo originale) ha commosso la grande platea televisiva: Rai2 che ha proiettato il capolavoro del ticket Kenneth Branagh-Dante Ferretti si è battuta ‘in prima serata’ sostanzialmente alla pari, a livello di Auditel, con le grandi ‘ammiraglie’. Una ‘contesa’, quella dell’audience, particolarmente difficile con la Lotteria di Capodanno in diretta su Ra1 e le reti Mediaset agguerritissime –e non a caso la giornata di oggi, con la pubblicazione dei numeri vincitori della Lotteria, rappresenta da sempre per gli editori dei quotidiani, il picco più alto di vendite nell’arco dell’anno.

Dante Ferretti
Per il maceratese Dante Ferretti, tre Premi Oscar (altrettanti sua moglie, Francesca Lo Schiavo) una grande soddisfazione dopo che il film aveva riscosso, già alla sua uscita nel marzo 2015, l’enorme gradimento del pubblico. Il 12 marzo di quattro anni fa Cenerentola/Cinderella venne proiettato al Multiplex di Piediripa (mezz’ora di fila) e contemporaneamente in altre 446 sale del Belpaese. Diventando in pochi giorni dal suo esordio, il film campione d’incasso con 5 milioni di euro. L’eterna favola dai contenuti divenuti terribilmente anacronistici in epoca moderna, diretta dal genio della filmografia inglese, aveva ancora (forse a sorpresa) centrato il grande bersaglio con un cast d’eccezione –Lily James, Cate Blanchett, Richard Madden, Helena Bonham Carter, Hollyday Grainger- e soprattutto con una fantastica scenografia: quella di Dante da Macerata. “Bello! troppo bello! esageratamente bello!!” messaggiò così Federico Lelli Ferretti, quella sera dalla sala del Multiplex, allo zio in quei giorni a Tapei alle prese con ‘Silence’ di Martin Scorsese. Scene davvero fiabesche, quelle del Premio Oscar. Che tuttavia non aggiunse con questo capolavoro altre statuette alla sua collezione: «Il fatto è che per l’Academy oggettivamente siamo andati fuori tempo: il film è uscito infatti subito dopo la conclusione della cerimonia dell’assegnazione delle statuette», mi disse qualche tempo più tardi all’inaugurazione del nuovo negozio/atelier di ‘Casa Ferretti’ a Macerata, di cui è titolare il nipote Federico, il grande scenografo reduce da un altro trionfo: l’inaugurazione del Festival dei Due Mondi a Spoleto. Un Oscar che sicuramente il film di Branagh avrebbe meritato anche e soprattutto per le scene, così come l’avrebbe meritato per unanime consenso di critici e pubblico, un altro capolavoro non premiato, di Ferretti: Gangs of New York di Scorsese che pagò il momento-no a livello mondiale a causa della ‘cultura militare’ Usa, in quel momento storico della seconda Guerra del Golfo.

Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti con l’Oscar
E dietro Cenerentola c’è pure un aspetto di amore fraterno: «Si, ho pensato a lei, a mia sorella che tentai di strappare, come potevo, ad una malattia terribile. Amava tantissimo la favola di Cenerentola, Mariella cui telefonavo da ogni parte del mondo dove fossi raccontandogli i momenti più belli della mia carriera». Così una volta Mariella Lelli sentì squillare di notte il telefono: era il fratello nel pieno di una festa ad Hollywood organizzata in suo onore subito dopo aver ricevuto lui il primo Oscar per ‘Aviator’. «Un giorno nostra madre ci chiese di comprarle il nastro Vhs di ‘Cenerentola’: quella favola la faceva sognare ma aveva timore di suscitare qualche sorrisetto. Ed allora incaricava noi per l’acquisto», ricordano con un sorriso pieno di dolcezza, Federico e la sorella Renata Lelli. «In casa, dopo il lavoro lunghissimo in negozio, lei vedeva sempre molto volentieri il film: si rilassava, si commuoveva intimamente. E fu un piccolo dramma quando il nastro si rovinò attorcigliandosi su se stesso durante una delle tante, ripetute proiezioni: problemi della tecnologia d’allora».Con Dante Ferretti ha collaborato in ‘Mare Adriatico’ per la Fondazione ‘Alda Fendi Esperimenti’ un altro protagonista maceratese del cinema e del teatro italiano: Raffaele Curi che Potenza Picena ha celebrato nei giorni scorsi, dopo il successo di ‘Rinoceros’, il palazzo della Cultura inaugurato ad ottobre a Roma dalla Fondazione e l’esposizione dell’Adolescente di Michelangelo, ospitato dal 13 dicembre scorso fino a marzo in galleria su prestito dell’Ermitage di San Pietroburgo. Anche per Curi un Oscar, quello che meritò come ‘miglior film in lingua straniera’ ‘Il Giardino dei Finzi Contini’ – dove lui esordì con la regia di Vittorio De Sica – che una recente graduatoria mondiale tra le 50 pellicole più importanti della storia, pone al 28esimo posto (“Ancora onusto di quella gloria chex Maxim’s conobbi invitato da Christina Onassisi, la grande Greta Garbo”). A Macerata, sul finire degli anni ’90, Ferretti allora assessore alla Cultura e Curi avrebbero dovuto dar vita ad una rassegna cinematografica sul modello di ‘Sundance festival’ a Salt Lake City e ad Ogden (Utah) a cura di Robert Redford. Non si fece più’ nulla, a causa dei veleni della politica: «Fu un peccato – ricorda Curi – Macerata sarebbe diventata famosa non solo per la lirica».