“Ricostruire meglio”, la relazione
del professor Sargolini
all’università di Napoli

IL DOCENTE UNICAM al convegno nazionale dell’istituto nazionale di Urbanistica: registrate adesioni da parte di numerosi ricercatori e tecnici provenienti dalle diverse regioni italiane alla Community nazionale Inu “Aree interne e Ricostruzione”

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Il professor Sargolini con gli altri key note speakers all’università Federico II di Napoli

 

Importanti iniziative sono state avviate in ambito nazionale dopo l’intervento del professor Massimo Sargolini di Unicam, che ha svolto la relazione introduttiva della sessione plenaria del convegno nazionale dell’istituto nazionale di Urbanistica all’università Federico II di Napoli, alla presenza di un centinaio di ricercatori prevenienti da diversi enti di ricerca italiani e di colleghi stranieri, tra i quali: professor Taner Oc, University of Nottingham e Kayvan Karim dell’Ucldi Londra. Il gruppo Unicam-Istao era composto anche da professionisti (architetto Vittorio Salmoni) e giovani dottorandi che, per la prima volta, si affacciano a confronti in ambito nazionale, com’è il caso di Claudia Di Fazio che sta lavorando sui temi della pianificazione paesaggistica nella Regione Marche al fine di offrire una risposta adeguata alle nuove pressioni sulle città causate dai cambiamenti climatici.  La relazione introduttiva del professor Sargolini era incentrata su “Ricostruire meglio”, con riferimento al caso studio dell’Appennino centrale devastato dal sisma del 2016 e seguenti. La relazione ha toccato il grande tema della ricostruzione da approfondire in stretta relazione con le strategie per lo sviluppo sociale ed economico che, nella Regione Marche, si condensano attorno alla ricerca delle 4 università marchigiane (Camerino, Macerata, Urbino e Politecnica delle Marche) su “Nuovi sentieri di sviluppo” (coordinata da Unicam) che sta ora convergendo nel “Patto per lo sviluppo”.

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Il professor Massimo Sargolini

In tal senso, è stato approvato dal Consiglio Regionale l’atto n. 117 del 18 dicembre 2018, che impegna la Giunta e il Consiglio a lavorare nella direzione indicata dai due rapporti di ricerca appena conclusi e presentati a Napoli. Inoltre, in occasione dell’appuntamento presso la Federico II, si sono registrate adesioni da parte di numerosi ricercatori e tecnici provenienti dalle diverse regioni italiane alla Community nazionale Inu “Aree interne e Ricostruzione” (coordinata dal professor Sargolini) per gestire insieme il grande tema della preparazione rispetto ai disastri naturali che è da decenni al centro dell’azione dell’Unisdr, l’agenzia delle Nazioni Unite che si dedica agli interventi per ridurre i rischi dei disastri. Dal 2005, l’agenzia esercita un’importante azione nell’orientare i governi e le comunità locali a rafforzare la loro capacità di prevenire (ove possibile) i disastri naturali, ridurre (sempre) la vulnerabilità delle comunità esposte al rischio e aumentarne la resilienza. Secondo il Sendai Framework for Disaster Risk Reduction (2015-30), per un’appropriata gestione del rischio di disastri, è necessario un approccio interdisciplinare e olistico, sapendo che la gravità di un evento calamitoso di origine naturale è strettamente correlata alle scelte e comportamenti dei singoli individui, degli enti preposti al governo del territorio, ma anche alla complessiva organizzazione istituzionale e agli strumenti da mettere in atto, diversamente agenti in ambiti geografici non omogenei. (Claudia di Fazio, dottoranda Unicam).


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