“Rien ne va plus”,
San Patrignano in teatro
CIVITANOVA - Al Rossini lo spettacolo della comunità contro il gioco d'azzardo, l'appuntamento è per martedì alle 9,30
Spettacolo contro il gioco d’azzardo a Civitanova. Il format della comunità San Patrignano approda martedì 13 novembre (inizio 9,30) sul palco del Teatro Rossini di Civitanova con un incontro-racconto dal titolo “Rien Ne Va Plus”. Il format ideato dalla comunità arriva in città grazie alla collaborazione con il Comune e con l’ assessorato alle Politiche giovanili e al welfare. «L’amministrazione sta lavorando con forza per rendere la città più sicura sotto differenti punti di vista – sottolinea il sindaco Fabrizio Ciarapica – Il gioco d’azzardo non regolamentato, non gestito da professionisti come la legge impone, è un pericolo per cittadini grandi e piccoli e il nostro obiettivo è dare ogni strumento ed informazione per difendersene». In platea saranno presenti 650 studenti delle scuole del territorio, mentre i restanti 200 posti saranno a disposizione di chi vorrà partecipare. «Il centro dello spettacolo è la testimonianza di chi il problema lo ha vissuto personalmente e, arrivato a fine percorso di recupero, sceglie di condividere la propria esperienza con gli altri – spiega la responsabile del progetto Patrizia Russi – La stessa metodologia viene applicata in questo format, ideato e realizzato dalla stessa comunità grazie alla collaborazione con il dottor Mario Postiglione, esperto di gambling e riferimento terapeutico interno alla comunità per gli ospiti accolti per dipendenza da gioco». Gli studenti potranno quindi conoscere la storia di Antonio, ragazzo che ha terminato positivamente il percorso di recupero. Ad accompagnarlo sul palco Marco Freti, responsabile del percorso da dipendenza da gioco, che sottolineerà i momenti cruciali di questa storia di dipendenza, traendone conclusioni che possano essere da spunto per gli studenti stessi, fornendo informazioni su questo fenomeno. Una storia di dipendenza che non tralascerà la dipendenza da internet, da cellulare e da social network, per condividere con i giovani insidie e potenzialità del mondo digitale. «Siamo orgogliosi – ha concluso l’assessore al welfare Barbara Capponi – di aver portato la realtà di San Patrignano a parlare ai nostri giovani e ai nostri cittadini di un argomento spinoso e delicato come il gioco d’azzardo».

Questa storia della ludopatia lasciatela a chi la vive e si chiama semplicemente ” vizio del gioco “. Chi gioca ha cosi tanti problemi che sta proprio a pensare a voi che pure ne avete avuti tanti seppur per altri motivi. Parlate di cose che non sapete e non lasciatevi trarre in inganno da giocatori che fanno i pentiti. I giocatori pur vedendo la loro vita andare in pezzi non si pentiscono mai. Possono essere momentaneamente confusi perché devono trovare soldi o non si ricordano dove hanno posteggiato la macchina, ma mai andrebbero davanti ad una platea a raccontare i loro fatti. Il giocatore quello vero sa che molto probabilmente si auto distruggerà, sbaglierà, perderà famiglia e lavoro, ma se smettesse di giocare perché costretto ,non verrebbe a fare il solito ” so tutto io “. Il vero giocatore non lo troverete mai da un psichiatra o in una comunità. Leggetevi, il Giocatore di Dostoevskij, che pur non essendo la bibbia del giocatore, non so se esiste, vi farà passare la voglia anche solamente di avvicinarvi alla figura del giocatore.