Bergomi si racconta a Overtime,
foto e selfie con lo “Zio”

MACERATA - Teatro della Filarmonica stracolmo. Il campione del mondo di Spagna '82, ex capitano dell'Inter e voce di Sky, ha presentato il romanzo che racconta la sua carriera in un dialogo con Giorgia Cardinaletti, giornalista della Domenica Sportiva

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Giuseppe Bergomi e Giorgia Cardinaletti sul palco del teatro della Filarmonica

 

Teatro della Filarmonica a Macerata stracolmo: è il grande giorno dell’inaugurazione dell’ottava edizione di Overtime, il Festival del racconto e dell’etica sportiva organizzato da Pindaro Eventi. Sul palco ci sono Giuseppe Bergomi e la giornalista Giorgia Cardinaletti per raccontare la vita sportiva del campione del mondo del 1982. Un’infanzia passata con la palla ai piedi, una carriera folgorante che l’ha portato a debuttare in serie A a 17 anni.

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Giuseppe Bergomi durante l’evento inaugurale di Overtime 2018

«Era il 22 febbraio 1981, il mio esordio contro il Como, mentre l’anno prima giocai in prima squadra in coppa Italia contro la Juventus a Torino». Il calciatore milanese ricorda i primi anni alla Settalese e poi i primi importanti provini. «Sei Bersomi? No, sono Bergomi. Boh, qui c’è scritto Bersomi, sei sicuro? Si, si sono Bergomi». Quel Bergomi che pochi anni dopo alzava la Coppa del Mondo in Spagna. «Del provino all’Inter mi è piaciuto tutto: il campo, gli allenamenti, l’allenatore, l’osservatore. Ho avuto l’occasione di scegliere di andare lì ed è stata la scelta giusta». Poi una riflessione su alcune persone importanti per la sua carriera. «Trapattoni è stato un mister importante per me, perché l’ho incontrato negli anni più importanti della mia carriera, un grande uomo e motivatore. Sono stati cinque anni meravigliosi, anche quando non abbiamo vinto, eravamo protagonisti e questo è fondamentale. Ci siamo aggiudicati lo scudetto dei record in un’epoca di grande concorrenza tra le squadre di serie A».

 

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L’abbraccio fra Giuseppe Bergomi e il sindaco Romano Carancini

 

Overtime_Bergomi_FF-10-325x217E poi Riccardo Ferri: «Siamo arrivati nel 1977 insieme all’Inter, la nostra carriera è viaggiata parallela anche in nazionale». Nel pomeriggio di ieri anche la presentazione del progetto Città della Corsa e del Cammino di Maurizio Damilano, campione olimpico a Mosca nel 1980 e l’inaugurazione della mostra Le grandi imprese sportive raccontate dagli studenti Abamc di Massimiliano Verdino nello spazio Gaba.Mc Young di via Gramsci. Nell’occasione, alla presenza della direttrice dell’Accademia Paola Taddei, del curatore, del professor Andrea Chemelli e del main sponsor Maurizio Mosca è stato assegnato il premio per il primo Overtime Photo Festival. Il vincitore è Gianmaria Pennesi: i suoi lavori, insieme a quelli degli altri due finalisti rimangono esposti fino a domenica. L’ingresso è libero.

(foto di Fabio Falcioni)

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