Lorena Polidori lascia Forza Italia:
«Nelle Marche si naviga a vista,
l’unico pensiero è la corsa agli incarichi»

MACERATA - Notificate le dimissioni da segretaria provinciale del partito di Berlusconi dopo la nomina di Marcello Fiori a commissario regionale: «La sostituzione di Ceroni, anziché acquietare le faide interne, le ha irrimediabilmente incrostate a tal punto da non permettere un’attività organica del movimento. Il cambiamento ha prodotto solo una serie di incarichi ai dipartimenti nazionali affidati ai soliti noti. Il sogno liberale del 1994 non esiste più»
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Lorena Polidori

 

Lorena Polidori si dimette da coordinatrice provinciale di Forza Italia e lascia il partito. Lo fa all’indomani della nomina ufficiale di Marcello Fiori a commissario regionale (leggi l’articolo).  «Una nomina – dice la Polidori senza mezzi termini – che va letta come premio per essere riusciti nell’impresa di ridurre Forza Italia nelle Marche al minimo storico». Di seguito la nota integrale che Lorena Polidori ha inviato agli organi nazionali e regionali del partito di Silvio Berlusconi:

«Forza Italia, in questo delicato e complesso momento storico, ha il compito di recuperare la fiducia da parte dei cittadini italiani che in passato l’hanno votata e sostenuta e che alle ultime elezioni politiche hanno rivolto il loro voto altrove, o peggio non sono andati a votare. Non comprendere le cause della sconfitta elettorale, particolarmente cocente nelle Marche, come spesso notiamo ascoltando i numerosi “dichiaratori” del movimento è grave e da il segno netto di una navigazione a vista a cui l’ennesima nuova discesa in campo di Silvio Berlusconi ha tutto il sapore di una sconfessione della classe dirigente che egli stesso ha incaricato, incapace di camminare con le proprie forze.
La sostituzione dell’onorevole Remigio Ceroni non condivisibile, nel modo, nella forma e nella sostanza senza immediata e valida alternativa, anziché acquietare le faide interne le ha irrimediabilmente incrostate a tal punto da non permettere, nella provincia di Macerata, un’attività organica del movimento sia pure nel rispetto delle singole dialettiche e sensibilità. Il cambiamento, l’ennesimo annunciato, ha prodotto una serie di incarichi ai dipartimenti nazionali affidati ai soliti noti, quasi a compensare incarichi ministeriali preannunciati prima delle elezioni politiche che solo pochi, dopo l’annuncio a tre giorni dal voto del candidato premier, avrebbero creduto possibili. La recente nomina del Commissario Regionale va letta come premio per essere riusciti nell’impresa di ridurre Forza Italia nelle Marche al minimo storico, normale in un partito che nelle Marche mai è riuscito ad essere punto di riferimento politico dell’area di centro-destra.
Nonostante l’affetto invariato e la stima che ancora nutro nei confronti del presidente Silvio Berlusconi che mi ha nominata nel 2014 coordinatrice provinciale di Forza Italia, devo constatare con rammarico che non mi posso più riconoscere nella politica di Forza Italia, rassegnando le mie dimissioni e non rinnovando la tessera al movimento.
Voglio ringraziare tutti quanti in questo periodo ho avuto modo di conoscere all’interno del movimento, persone davvero incredibili sia nelle Marche che in tutto il territorio nazionale.
Questa decisione è per me motivo di grande dolore ma oggi quel sogno liberale del 1994 non esiste più, è quindi giunto il momento di prenderne atto e guardare avanti».



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