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Bando periferie, M5s: «Prima mere promesse,
ora tutti i Comuni possono investire»

FONDI PER IL NUOVO CENTRO FIERE - I pentastellati replicano al sindaco di Macerata Carancini: «Sono anni che presentano alla città dei meravigliosi plastici alla Bruno Vespa su progetti che oggi fanno gridare allo scandalo»
giovedì 9 agosto 2018 - Ore 19:58 - caricamento letture
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I consiglieri maceratesi del M5s. Da sinistra Andrea Boccia, Roberto Cherubini e Carla Messi

 

Accusano il sindaco di Macerata Romano Carancini di aver fatto «l’ennesima figura barbina» e ricordano che «il sindaco e vari suoi predecessori hanno sempre presentato alla città dei meravigliosi plastici alla Bruno Vespa e disegni mirabolanti su progetti che oggi fanno gridare allo scandalo». Il Movimento 5 stelle di Macerata difende l’emendamento passato in Senato che sospende i finanziamenti per il bando periferie (compresi quelli per il progetto del centro fiere a Villa Potenza) ed elencano tutti i fallimenti passati. «Parliamo per esempio delle piscine, di Piazza Pizzarello, di Via Trento per i quali sono circolati disegni bellissimi ma che poi hanno fatto la fine che sappiamo – dicono i 5stelle -. Carancini attribuisce a noi il gioco delle 3 carte, ma sono loro a fare da anni il gioco dei 4 “cantonatori”». Del resto «il peggior sindaco di sempre – proseguono – dopo aver usato parole sprezzanti su un post su Facebook inerente l’emendamento sul bando periferie, si è accorto che quell’emendamento l’ha firmato anche il Pd ed ha cambiato i toni».

L’annuncio di ieri su faceboo del sindaco Carancini

I 5 stelle riportano poi la precisazione della sottosegretaria Laura Castelli. «Rivendichiamo con orgoglio l’emendamento del decreto proroga termini da noi promosso grazie al quale si sblocca finalmente 1 miliardo di euro per investimenti degli 8000 Enti locali – dice Castelli -. È il colmo che oggi il Pd ci attacchi visto che ha votato a favore dell’emendamento ma, soprattutto, dopo che ha promesso dei fondi con una norma sulla quale è intervenuta una pronuncia di illegittimità costituzionale: le sentenze della Consulta non valgono più per il Partito democratico?
In merito alla questione dei fondi per le periferie relativi ai progetti locali bisogna fare chiarezza. Il Governo è intervenuto per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 74 del 2018. Abbiamo pertanto garantito immediata finanziabilità per i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100. Ma, vista la necessità di rispettare la sentenza della Consulta, è stato necessario intervenire per analizzare i restanti progetti e valutare quali abbiano davvero una funzione di rilancio per le periferie. In ogni caso le spese progettuali già sostenute verranno rimborsate. Va comunque sottolineato che il bando per le periferie era stato finanziato dal precedente Governo per metà dell’importo complessivo. Si trattava quindi di mere promesse più che di risorse messe realmente a disposizione. Con tale strumento, inoltre, si è tolto ai sindaci il diritto di scegliere come usare le risorse come affermato dalla Corte Costituzionale. Abbiamo perciò deciso di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019 non solo per alcuni dei progetti dei Comuni capoluogo che hanno partecipato al Bando, ma per tutti gli 8.000 Comuni d’Italia, al fine di consentire alle tante amministrazioni comunali con avanzi di amministrazione di poterli utilizzare immediatamente per investimenti in opere pubbliche, secondo un criterio di premialità e di equità e rispetto di principi costituzionali. Siamo convinti – conclude -, che i progetti non siano tutti uguali: è necessario distinguere tra i Comuni che hanno dato avvio a progetti già esecutivi e su cui si è già investito per il rilancio delle periferie e chi invece utilizza questo fondo al solo scopo di creare progetti di facciata. Ci lascia esterrefatti che il Pd, responsabile delle politiche di tagli e del crollo degli investimenti pubblici, accusi l’attuale governo che ha invece sbloccato risorse altrimenti ferme e ha esteso enormemente la platea a tutti gli 8.000 Comuni. Gli attacchi ricevuti si trasformano comunque in un boomerang perché l’emendamento 13.2 che ha istituito il nuovo Fondo è stato votato all’unanimità da tutte le forze politiche, anche dallo stesso Partito Democratico e dal senatore Matteo Renzi».

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