Claudio Morresi sulla graticola:
raccolta firme per la sfiducia

CIVITANOVA - Messo il silenziatore ai malumori di una parte della maggioranza che aveva intenzione di chiedere la sfiducia del presidente del consiglio. Ivo Costamagna chiede al sindaco di riequilibrare gli assetti sulle partecipate e chiarezza su ospedale e sottopasso. Silenzi: «Ciarapica è campione di assenteismo alle riunioni dei capigruppo»
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Claudio Morresi

 

di Laura Boccanera

Poltrona bollente in questa estate per il presidente del consiglio comunale Claudio Morresi. Ad un anno di distanza dalla sua nomina a presidente dell’assise c’è in corso (al momento sopito) un progetto di detronizzazione. Sono state settimane infuocate per la politica in maggioranza dove in riunione è circolato un documento col quale si chiedeva la rimozione di Morresi. La sua figura, già diverse volte criticata dalla minoranza, non piace neanche in maggioranza e così alcuni consiglieri hanno iniziato a far girare un documento per richiederne la rimozione. Una manovra della quale sarebbe stato informato anche il sindaco che avrebbe lasciato ai consiglieri la scelta. E si dice anche che Morresi non l’abbia presa bene tanto da aver mostrato la sua irritazione durante una riunione. E dopo una prima fase nella quale la maggior parte della maggioranza era d’accordo nel rimuovere Morresi c’è stato uno stop e la marcia indietro di numerosi consiglieri richiamati all’ordine. Una manovra che avrebbe liberato la poltrona di Morresi per consegnarla ad un rappresentante di Liberamente, e il più quotato era Alfredo Perugini. Liberamente infatti, fin dall’inizio ha mal digerito la mancata rappresentanza all’interno dello scacchiere della maggioranza, rimanendo di fatto a bocca asciutta rispetto a incarichi e deleghe. La rimozione di Morresi avrebbe consentito l’ingresso di Perugini sullo scranno della Presidenza. Ci sarebbe stato anche un colloquio fra lo stesso Perugini e il sindaco che però non si è concretizzato. E le poltrone liberate da Ottavio Brini all’Atac (il cda si è dimesso in toto tranne Brini e deve essere rinominato) e la rassegnazione delle dimissioni anche da parte di Alberto Mobili dalla Civita.s ha riaperto gli appetiti dei gruppi consiliari rimasti finora in disparte e relegati rispetto alla maggioranza. E chissà che tutto questo piccolo terremoto in maggioranza non produca qualche sorpresa durante le votazioni in consiglio comunale.

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Ivo Costamagna

Ma non è solo Liberamente a reclamare una rappresentanza (si fa anche il nome di Carusone per il cda dell’Atac), ma sulla soglia si riaffaccia anche Uniti per Civitanova dopo che il consigliere Flavio Rogani, consigliere delegato alle partecipate, a sua volta ha rinunciato all’incarico. E questa vacatio ora rappresenta “un’opportunità” come sostiene Ivo Costamagna: «può essere l’occasione per riequilibrare questa alleanza in senso riformista e moderato – sostiene Costamagna – il sindaco è ora che dica come la pensa, che tipo di prospettive ha sul nodo delle partecipate? Si sono aperti i fronti della Civita.s, dell’Atac e anche della rappresentanza al Cosmari. Noi non facciamo proposte, non ne abbiamo parlato in lista, ma possiamo dare un contributo per il bene della città. Noi chiediamo al sindaco che rappresenta la sintesi fra posizione diverse di dare risposte valide su tre temi fondamentali per la città, altrimenti non si va avanti. E oltre alle partecipate bisogna recuperare la battaglia sull’ospedale. Mettere in campo tutte le forze possibili, come Uniti per le Marche ci siamo, ma Ciarapica rimetta in discussione nelle sedi opportune il dibattito dopo che l’area della Pieve è risultata inquinata. Infine il sottopasso. Avevamo detto e ribadito che non c’erano alternative con le ferrovie, l’appalto è unico. Ciarapica non può perdere il finanziamento statale per le rotatorie e il sottopasso. E’ ora che spieghi cosa vuole fare».

consiglio-comunale-marzo-2018-silenzi-civitanova-FDM-6-325x217Attacca Ciarapica anche Giulio Silenzi: «il sindaco è campione di assenteismo alle conferenze dei capigruppo – dice – su 14 riunioni solo una volta si è presentato, nonostante sia obbligatoria la sua presenza, insieme al presidente del consiglio comunale e ai capigruppo consiliari per un collegamento tra giunta, governo della città e consiglio. Le assenze, volute in questo anno, denotano l’arroganza del sindaco, il disprezzo verso il consiglio, la volontà di rifuggire al confronto con la minoranza e anche la scelta di disattendere il regolamento e lo Statuto del Comune nel classico comportamento facciamo come ci pare. Le forze di maggioranza decidono date e argomenti rendendo del tutto inutile la conferenza dei capigruppo alla quale, se queste sono le condizioni, è inutile partecipare. Ad ogni questione che si solleva, anche la più banale, il presidente Morresi risponde che, non essendoci il sindaco e gli assessori, deve consultarsi con la maggioranza e puntualmente le risposte non arrivano. Insomma, confronto zero, ma che almeno la legalità venga rispettata. Il sindaco ha l’obbligo di partecipare, a volte può delegare il vice o un assessore, così come sempre è successo e non per un fatto di cortesia, ma per un rispetto Istituzionale, sconosciuto a Ciarapica».



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