Beffa Lube, impresa sfiorata
Kazan vince all’ultimo punto
e si conferma campione d’Europa

LA FINALE DI CHAMPIONS - I biancorossi giocano alla pari, rimontano dopo aver perso il primo set, vincono i successivi due parziali ma perdono al termine di un combattutissimo tie break. Leon e compagni, in casa, trionfano per la quarta volta consecutiva nella massima competizione europea. Si chiude con il quinto ko in altrettante finali la stagione della squadra di coach Medei, protagonista in tutte le competizioni ma senza portare a casa un titolo
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di Mauro Giustozzi

La Lube sfiora l’impresa. Cade al tiebreak nella finale di Champions al termine di una gara magnifica. E’ festa Zenit a Kazan dove la squadra del campione cubano naturalizzato polacco Wilfredo Leon, con le valigie già in mano destinazione Perugia, sconfigge per la seconda volta in questa stagione la Lube brava ad arrivare a disputare ben cinque finali in altrettante competizioni, ma incapace di salire quell’ultimo gradino che significa vittoria di un trofeo. Lo Zenit Kazan per due volte (Champions e Coppa del Mondo per club), Perugia per tre volte (Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto) rendono amaro il bilancio di una stagione che si chiude con zero titoli e la beffa di essere sempre giunti ad un passo dal successo senza mai riuscire ad afferrarlo. Ancor più in questa final four avendo messo alle corde un avversario così forte e titolato. L’impresa in casa dello Zenit in questa finale di Champions appariva già alla vigilia molto difficile: per la forza dell’avversario e il fattore campo decisamente favorevole ai russi. Eppure Juantorena e compagni ci hanno provato a rovesciare il pronostico sfavorevole ma la squadra di Alekno, in difficoltà per tutta la gara, ha trovato lo sprint vincente quando la coppa sembrava a portata di mano di Civitanova. Nella finale per il terzo posto Perugia ha sconfitto 3-2 lo Zaska conquistando la medaglia di bronzo.

 

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lube-champions-11-288x400Lube mai così vicina alla Champions da 16 anni a questa parte. Dopo aver disputato una gara magnifica, con le prove di Sokolov e Stankovic da grandissimi campioni, i biancorossi vengono bruciati nel finale da un Kazan che si rialza quando oramai sembrava alle corde. Dall’11-7 del tie-break alla palla match avuta sul 14-13: saranno questi i fantasmi che inseguiranno i biancorossi stanotte per aver avuto l’occasione di mettere le mani sulla Champions sul campo degli avversari. E’ stata forse la Civitanova migliore della stagione, a cui è però venuto meno Osmany Juantorena (38% in attacco) mai influente e decisivo nella partita. Sono stati due grandi campioni come Sokolov (62% e 4 muri) e Stankovic (81% e 5 muri) ben assecondati dalla regia di Christenson a far vedere i sorci vedere ai nazionali russi, ‘rinforzati’ da Anderson e Leon. Nonostante un attacco, una ricezione ed un muro complessivamente migliore dello Zenit, la Lube non è riuscita a chiudere la sua stagione vincendo la Champions. Una grande delusione perché palpabile è stata la sensazione che stavolta più che mai il successo era davvero lì alla portata. A tenere a galla la squadra di Alekno sono stati soprattutto Volvich, Mikhailov e un Leon (59% in attacco) che è uscito nel finale di una gara nella quale Civitanova lo aveva ben marcato per larghi tratti.

 

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lube-champions-9-325x395Medei e Alekno si affidano ai migliori sestetti possibili. L’avvio della finale è di altissimo livello ed equilibrio. Civitanova si mostra reattiva al servizio, con i palleggiatori che chiamano spesso al lavoro i rispettivi centrali. A menar le danze sono a sorpresa proprio i marchigiani che con Sokolov e un muro (5 totali di squadra) di Stankovic vanno sull’8-6. Zenit che resta a ruota e approfitta di una Lube che commette qualche errore di troppo per guadagnare il suo primo vantaggio su attacco out di Sokolov (13-14). Le squadre non si danno tregua, sorpassandosi a ripetizione nella fase centrale del set. Poi si va avanti punto a punto, con Civitanova che risponde colpo su colpo agli avversari ricucendo sempre lo svantaggio e andando a guadagnarsi anche la prima palla set con un imperioso muro di Cester su Leon meno perfetto che in altre occasioni. Ma la squadra di Medei fallisce questa e anche la seconda occasione che sempre il cubano-polacco regala ai marchigiani. L’inerzia del parziale allora svolta verso la squadra di casa che si procura a sua volta due palle set annullate dai cucinieri che però alzano bandiera bianca all’ace di Leon su Sander che fa calare il sipario su un parziale interminabile e ricco di tante emozioni.

lube-champions-14-314x400Nel secondo set cala il ritmo e le squadre sono anche molto più fallose soprattutto al servizio. E’ sempre la Lube che spinge sull’acceleratore e guadagna il 9-7. La squadra di Alekno mostra qualche crepa (33% in attacco) nelle quali si infila la formazione biancorossa il cui attacco veleggia invece sul 62%. Civitanova che tiene il pallino del gioco in pugno e piazza il break grazie ad un attacco di Sander che si combina con un paio di errori dei russi che lanciano gli avversari sul 19-16. Il finale è tutto dei cucinieri che si esaltano al servizio (ace di Christenson) ed a muro, con un doppio blocco di Sokolov che vale vittoria del set e pareggio nella partita. Zenit che appare in grande difficoltà: russi che commettono molti errori, sono imprecisi al servizio e di questo ne approfitta una Lube molto presente, determinata, reattiva. Cucinieri subito sull’8-5, poi ci pensa il muro a far decollare Civitanova che se va prima sul 13-9 poi sul 17-12 un vantaggio importante a metà parziale. La squadra di Medei continua ad avere buona efficienza al servizio e fa valere il vantaggio accumulato per gestire al meglio questa fase della partita al cospetto di un avversario che non riesce a trovare continuità e commette tanti errori. Sul 20-16 di Civitanova è il servizio di Leon a ridare speranze ai suoi: padroni di casa che hanno la forza di annullare due palle set agli avversari ma poi è Stankovic a castigarli con il primo tempo che regala set e sorpasso alla Lube.

lube-champions-6-325x216Ora ad un solo parziale dall’impresa e dal trionfo continentale. Ancora un set tiratissimo e combattuto sul filo dell’equilibrio dove, però, nel finale lo Zenit riesce a trovare risposte positive dal servizio che gli consente, nel punto a punto, di arrivare con Leon a guadagnarsi il tie-break che assegnerà la Champions. Dove Civitanova impatta meglio guadagnando l’11-7 prima che entri in azione super Leon: il martello ricuce lo strappo, Sokolov conquista la prima palla match per la Lube che Leon annulla prima che lo Zenit vada a chiudere alla seconda occasione con un ace del cubano che lascia la Russia destinazione Italia regalando la quarta Champions League ai tifosi del Kazan.

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LE PAROLE DEI PROTAGONISTI:

Tsvetan Sokolov: «Peccato che abbiamo giocato una bellissima finale, siamo stati avanti a lungo nel tie break ma Kazan ci ha creduto fino in fondo e ha centrato la rimonta. Sono molto dispiaciuto per questa ulteriore finale persa, ci siamo andati davvero vicini».

Dragan Stankovic: «Purtroppo è arrivata un’altra delusione, è difficile parlare in questo momento dopo una sconfitta pesante. Voglio ringraziare però tutti i ragazzi per questa stagione, abbiamo dato il nostro massimo ogni volta e ci è mancato sempre poco per riuscire a vincere. In questi due giorni abbiamo giocato in modo incredibile, purtroppo siamo anche stati sfortunati».

Giampaolo Medei: «Una sconfitta che brucia perché abbiamo giocato sempre punto a punto, una palla dentro di due centimetri ha cambiato il risultato. Purtroppo lo sport è anche questo, sono molto orgoglioso di come questa squadra sia caduta e si sia sempre rialzata con grande forza: abbiamo giocato tutti insieme, lucidi, non è bastato ma ripeto ancora sono davvero orgoglioso».

Il tabellino:

CIVITANOVA-KAZAN 2-3 (27-29, 25-18, 25-23, 23-25, 15-17)

CUCINE LUBE CIVITANOVA: Sokolov 24, Sander 14, Cester 5, Christenson 3, Juantorena 7, Stankovic 18, Grebennikov (L), Kovar 2, Zhukouski. NE.: Candellaro, Casadei, Marchisio, Milan, Storani (L). All. Medei.

ZENIT KAZAN: Anderson 10, Samoylenko 4, Mikhailov 22, Leon 24, Volvich 9, Butko 1, Verbov (L), Panteleymonenko, Gutsalyuk 1, Alekseev.. NE.: Alekno L., Yudin, Kononov, Krotkov (L). All. Alekno V.

ARBITRI: Gerothodoros e Collados.

NOTE: spettatori 7000. Durata set 36’, 27’, 30’, 29’, 26’ totale 148’. Lube: bs. 19, v. 5, m. 11, e. 41. Zenit: bs. 20, v. 7, m.7, e. 42.

 

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I tifosi della Lube che hanno assistito alla finale sul maxi schermo all’Eurosuole Forum

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