Stretta sul gioco d’azzardo,
arriva il regolamento comunale
MACERATA - L'assise ha votato la mozione del consigliere Cherubini (M5s) per creare un documento sulla falsa riga della legge regionale: regole più severe per le slot. Passa anche l'idea di accomunare al brand Musicultura il nome della città. Bocciata invece la proposta di Renna (FdI) per sanzionare le associazioni che attaccano manifesti abusivi

Roberto Cherubini
di Federica Nardi
«L’ordinanza sul gioco d’azzardo non basta, serve un regolamento comunale». La mozione del Movimento 5 stelle convince anche l’amministrazione e passa in assise con 16 voti favorevoli e 7 astenuti, tutti della maggioranza (dall’Udc a ad alcuni consiglieri del Pd, compreso il capogruppo Maurizio Del Gobbo). Via libera anche per la mozione che chiede a Musicultura di affiancare nel brand il nome della città (così da diventare Musicultura Macerata). Mentre non passa la mozione di Paolo Renna (Fdi) che punta a sanzionare le associazioni che fanno affissioni abusive.

Da sinistra Mario Iesari, Narciso Ricotta e Romano Carancini
Il problema sollevato dai consiglieri 5 stelle Roberto Cherubini, Carla Messi e Andrea Boccia è che la recente ordinanza che regola su territorio comunale il gioco d’azzardo «non ha senso così com’è – dice Cherubini -. Basta spostarsi a Corridonia per trovare le slot. Un regolamento basato sulla legge regionale invece, che è davvero stringente, sarebbe un’altra cosa». La legge approvata in Regione nel febbraio dell’anno scorso una volta operativa, a fine 2019, agirà in modo retroattivo. «A quel punto – spiega l’assessore Mario Iesari – le slot non saranno più collocabili nel 98 percento del territorio comunale. In pratica ovunque. La legge dà anche risorse economiche, soprattutto ai dipartimenti sanitari che si occupano di dipendenza da gioco». L’astensione dei 7 consiglieri di maggioranza è dovuta al fatto che l’ordinanza sarebbe stato uno strumento più graduale rispetto al regolamento, che ricalcando la legge regionale comporterà un intervento più drastico. In discussione oggi pomeriggio in Consiglio anche un’altra mozione dei 5 stelle, quella per chiedere di affiancare al marchio Musicultura la parola Macerata. Anche questa approvata, dopo una lunga discussione, con 16 voti favorevoli e 7 astenuti.

Paolo Renna
Non passa invece la mozione presentata da Paolo Renna (Fratelli d’Italia) che chiede all’amministrazione più controlli nei riguardi delle associazioni che hanno locali comunali in comodato d’uso e in particolare sanzioni per le affissioni abusive. Una mozione che non fa nomi ma che fa evidente riferimento al Centro sociale Sisma, nel mirino anche di un’altra mozione che sarà discussa durante il prossimo Consiglio. A rispondere l’assessore Narciso Ricotta. «Al momento nell’albo comunale ci sono 276 associazioni, di cui 81 hanno una sede a prezzi sociali o in comodato, perché è giusto che il Comune, dato il loro ruolo della comunità, le supporti in qualche modo. Per quanto riguarda le verifiche le svolgiamo proprio per evitare di dare sedi ad associazioni fittizie. Così come controlliamo puntualmente il pagamento del canone. Stiamo anche preparando un nuovo regolamento che discuteremo con le associazioni prima di farlo passare in Consiglio. Per quanto riguarda le affissioni abusive però la legge dice che bisogna individuare materialmente il soggetto che attacca i manifesti, quindi è complicato». Dall’Udc Ivano Tacconi replica subito: «Sui manifesti c’è l’indirizzo, andate nella sede dell’associazione così troverete gli avanzi dei manifesti che non sono stati appesi». A lui si unisce Cherubini: «Il 90 percento delle affissioni sono del centro sociale. Possiamo risalire benissimo a chi è stato e possiamo sanzionarli o dire: vi togliamo il locale. Se quei manifesti li avesse messi CasaPound vi sareste comportati nella stessa maniera? Non credo, dato che loro vi portano voti. Chiamo continuamente i vigili che li rimuovono e la mattina dopo qualcuno li riattacca. Ditegli di non farlo più, dato che imbrattano la città».
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