Scuole alle ex Casermette,
Marchiori: «Di lavori neanche l’ombra»
MACERATA - Il consigliere di Forza Italia porta la vicenda in Consiglio: «L'inefficienza di ministero e Ufficio ricostruzione le pagano gli studenti, le famiglie e il personale»

Andrea Marchiori
«I lavori per la costruzione delle due nuove scuole alle ex Casermette di Macerata non sono iniziati, non è più tollerabile. L’inefficienza di ministero e Ufficio ricostruzione le pagano gli studenti, le famiglie e il personale della scuola». Andrea Marchiori, consigliere di Forza Italia, tuona contro i ritardi della ricostruzione e presenta un’interrogazione in Consiglio (la prima, a risposta scritta, non ha ricevuto riscontri dall’amministrazione). A Macerata i lavori per costruire due nuove scuole dopo che la Dante Alighieri e la Mestica sono risultate inagibili per il terremoto, ancora non sono iniziati. Nonostante, come ricorda lo stesso Marchiori, quattro mesi fa si fosse a un passo dalla nomina delle ditte. «Già a novembre 2017 – spiega Marchiori – avevo presentato un’altra interrogazione per conoscere lo stato dell’iter amministrativo e le ragioni dei ritardi che già si erano accumulati e in quell’occasione l’assessore Narciso Ricotta rispondeva: “ad oggi è stata fatta la gara per le imprese che erano interessate a realizzare queste opere. Sono arrivate le offerte e quindi stiamo attendendo che l’Ufficio per la ricostruzione individui le due ditte che saranno aggiudicatarie dei lavori. Quindi ci aspettiamo che a breve arrivi questa indicazione perché poi i tempi sono di sei mesi per la realizzazione dell’opera”».

Il rendering delle nuove scuole presentato a ottobre
Il timore di Marchiori è che, con i lavori in ritardo, le scuole non saranno pronte alla fine dell’anno. «A gennaio scorso – prosegue Marchiori – avevo chiesto che il commissario per la ricostruzione Paola De Micheli venisse in commissione a riferire sulla stato della pratica amministrativa e ciò non è avvenuto. Un altro “schiaffo” a chi si è adoperato per la ricostruzione. Ora non c’è più tempo per l’attesa silenziosa e rispettosa del lavoro delle istituzioni. Ora è arrivato il momento di alzare la voce e pretendere ciò che ci spetta. Non è possibile – conclude il consigliere – che oggi siamo nella stessa situazione di “emergenza” dei giorni successivi al sisma, tenuto conto che l’amministrazione ha favorito un significativo risparmio di spesa per il ministero per effetto della rinuncia a richiedere i moduli prefabbricati. Ma ciò lo ha fatto sul presupposto che le nuove scuole fossero costruite nei tempi promessi. Va pure ripetuto che il nostro Ufficio tecnico è stato efficiente e solerte nel redigere i progetti esecutivi, evadendo le proprie incombenze in tempi rapidissimi».
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