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Contributi da recuperare,
Confartigianato scrive all’Inps:
«Serve subito chiarezza»

SISMA - Impasse burocratico nella Zona franca urbana: le imprese dovevano essere esonerate ma in attesa del decreto attuativo hanno versato all'istituto i mesi di ottobre e novembre 2017 e ora non riescono a farseli restituire. L'organizzazione ha scritto al direttore generale: «Urgente un approfondimento»

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Renzo Leonori, presidente di Confartigianato imprese Macerata

 

Tra la legge e l’attuazione è passato del tempo, e adesso le imprese della Zona franca urbana (Zfu) istituita nel cratere sismico non possono chiedere indietro quanto versato all’Inps nell’ottobre e nel novembre del 2017. Somme che, in attesa della risoluzione dell’Agenzia delle entrate uscita solo a dicembre, sono state versate nonostante la sospensione valida già dall’anno scorso. Ma adesso l’orientamento della direzione generale Entrate è che quei soldi, le imprese, non potrebbero più riaverli indietro. Confartigianato ha scritto al direttore generale dell’Inps per chiedere all’istituto di chiarire la situazione.  «Con il decreto legge 189 del 2016, per le imprese nelle aree del sisma che ha colpito le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria è stata prevista la sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali da destinare all’Inps fino al 30 settembre 2017 – spiega Confartigianato, che ripercorre le tappe dei provvedimenti -. Le imprese rientranti nelle stesse aree sono state successivamente interessate dalla disciplina in materia di Zone franche urbane, le cui disposizioni prevedono l’esonero, tra l’altro, dei contributi all’Inps per gli anni 2017 e 2018, previa emanazione di apposito decreto direttoriale del Mise, recante i criteri attuativi. In ottemperanza all’art.48 le imprese dei comuni interessati al termine del periodo di sospensione dei versamenti contributivi, e quindi in relazione alle mensilità di ottobre e novembre 2017, hanno ripreso a versare la contribuzione ordinaria all’Inps, in considerazione del fatto che il decreto direttoriale recante le disposizioni attuative sulle Zfu non era stato ancora pubblicato, e conseguentemente non era uscita ancora la risoluzione dell’Agenzia delle entrate numero 160/E del 21 dicembre 2017. La ripresa dei versamenti è stata ritenuta necessaria non solo in quanto per il periodo in questione mancavano gli strumenti attuativi dell’esonero ex art. 46, ma anche in considerazione della necessità di ottenere il Durc dall’Inps». Il problema è che «sulla questione del recupero degli importi contributivi in riferimento alle mensilità considerate, tenuto conto che la maggior parte delle imprese sarebbero rientrate nell’esonero delle Zfu, l’Inps non si è tuttavia finora pronunciato, determinando gravi incertezze nei territori. Da contatti intervenuti con gli uffici della competente direzione generale per Incentivi alle Imprese del Ministero dello Sviluppo Economico è stato rilevato l’orientamento secondo il quale sarebbe compito dell’Istituto dare indicazioni alle imprese in materia previdenziale, non solo per gli aspetti legati al recupero degli importi già versati ma anche sulle modalità di computo degli importi ai fini dell’esonero contributivo. In merito ai recuperi dei contributi Confartigianato ha segnalato al direttore generale dell’Inps che in data 14 marzo la direzione centrale Entrate, in risposta ad una precedente richiesta del Mise sull’argomento, ha inviato un messaggio di posta elettronica alla direzione del ministero per affermare anche nel caso in esame, l’applicazione del principio con esplicito riferimento solo ai relativi periodi sospesi, della non recuperabilità della contribuzione. A prescindere dalle forti perplessità destate dall’applicazione del principio in esame al regime degli esoneri delle Zfu – conclude Confartigianato – riteniamo che il problema determinato dalla mancanza di un corretto collegamento normativo tra le due discipline sia meritevole di un adeguato ed urgente approfondimento».


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