Lirica a Civitanova, danza a Macerata:
il derby si fa culturale

SFIDE - Dopo il trasferimento della Lube sulla costa e l'ospedale unico nel capoluogo, il tavolo del confronto è quello dello spettacolo

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di Laura Boccanera

Il derby si sposta dallo sport alla politica. Quando sembrava ormai definitivamente tramontata l’era della rivalità campanilista fra Civitanova e Macerata, quando ormai i campi da calcio non sono più teatro del temutissimo derby fra rossoblu e biancorossi, la competizione si è spostata sul piano culturale e politico.

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La Lube all’Eurosuole

La rivalità fra Civitanova e il capoluogo è di vecchia data, quasi storica. Ciascuna con le proprie peculiarità e vocazioni, una, Macerata, più riflessiva e culturale, più chiusa entro le dinamiche e le logiche della propria borghesia, l’altra. Civitanova,  vivace, aperta, caotica e commerciale. Negli anni Macerata ha un po’sofferto lo sviluppo che la costa ha perfezionato e prodotto e ora tenta di prendersi la sua rivincita. Eppure tutto cominciò in tempi recenti sempre con lo sport, per quello che è stato sentito come un vero e proprio scippo. Il trasferimento della Lube a Civitanova. Il palazzetto dello sport realizzato in un anno e la società cuciniera che abbandona Macerata e le promesse di un palas e trasferisce giocatori e partite, cambia il nome da Lube Macerata a Lube Civitanova. Fu uno smacco. Poi ad ottobre dello scorso anno un altro primato della costa a scapito del capoluogo: Civitanova è la città più popolosa della provincia. E’ sorpasso: per 57 nuovi residenti in più Civitanova con 41.163 residenti batte Macerata che si ferma a 42.106. In mezzo c’è stato anche il terremoto che per cause di forza maggiori ha portato lungo la costa molti degli sfollati dell’entroterra che proprio da Civitanova e dai comuni limitrofi hanno provato a ripartire in attesa della ricostruzione.

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Ciarapica e Carancini il giorno della localizzazione dell’ospedale unico

Ma il tempo offre sempre nuove opportunità a chi sa aspettare e la rivincita di Macerata passa attraverso l’ipotesi del nuovo ospedale unico provinciale. Abilità oratoria del sindaco Romano Carancini che alla guida della Conferenza dei sindaci riesce a far votare per la collocazione della Pieve anche i sindaci del territorio costiero. Ora Civitanova cerca di recuperare il “gol subito”, ma la partita probabilmente è già ai tempi supplementari. Un’opportunità enorme per Macerata e il suo territorio che diventerà nelle previsioni il centro sanitario di tutta la provincia con l’enorme giro di affari che questo produrrà.
Quando la situazione sembrava ferma sull’1 a 1 palla al centro i due comuni provano a spostare il match sul terreno di gioco culturale. Civitanova che con l’assessore Maika Gabellieri ha grandi ambizioni culturali decide di “sfidare” Macerata sul terreno della lirica. «Non c’è paragone – si spinge a dire il sindaco Fabrizio Ciarapica – non siamo in competizione», anche se pare che la notizia dell’allestimento di una stagione lirica, tra l’altro con in programma La Traviata, a Macerata inizialmente non sia stata presa bene, tanto da provocare la contromossa con l’inserimento nella stagione dello Sferisterio dell’etoile Eleonora Abbagnato, da sempre affezionata di Civitanova danza, il vero festival della città costiera giunto alla 25esima edizione.

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Il teatro Rossini (foto Gasparroni)

Per il sindaco Ciarapica non c’è alcuna rivalità: «L’opera non è prerogativa di Macerata, seppure Civitanova la rispetti totalmente, tanto da creare una stagione operistica invernale, proprio per non sovrapporsi con la splendida stagione dello Sferisterio – dice il sindaco – un progetto originale per valorizzare le realtà locali, un’iniziativa che dà lavoro a quasi cento tra musicisti, artisti del coro, macchinisti, tecnici, cantanti, registi. Tramite questa stagione quindi, non solo vi è una ridistribuzione del reddito ma anche si dà visibilità e spazio ad alcuni artisti di talento del nostro territorio che possono così avere le opportunità che meritano». E se al momento non si conoscono i costi effettivi delle due opere in programma al Rossini (Traviata 23 marzo), Tosca (21 aprile), si parla di somme che superano i 100 mila euro.

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La Traviata degli specchi allo Sferisterio (foto di Alfredo Tabocchini)

«Siamo rimasti sorpresi dalla scelta di Civitanova di proporre una stagione propria – spiega oggi a Cm il sindaco di Macerata Romano Carancini – che seppure è comprensibile e rientra nelle scelte autonome di promozione culturale di un’ente, è lontano rispetto a quanto si sta facendo a livello regionale dove i teatri della lirica sono entrati in dialogo tra loro e in rete. Ho avuto alcuni incontri con Ciarapica, non dedicati alla lirica, ma nei quali il sindaco di Civitanova mi aveva espresso la volontà di collaborare, specie per portare un evento della danza allo Sferisterio, poi però non c’è stata la volontà e la determinazione di proseguire il ragionamento». L’esperimento in verità non era nuovo. Nel 2012 lo Sferisterio aveva ospitato un evento di Civitanova danza con un sold out grazie a Roberto Bolle. Stavolta invece la Abbagnato salirà sul palco della lirica senza il nome di Civitanova dietro: «Io credo che Macerata debba fare un percorso autonomo sulla danza, grazie al nuovo direttore e alla rinnovata visione dello Sferisterio stiamo cercando di creare per la danza uno spazio strutturato all’interno della stagione lirica – continua Carancini – la stagione lirica di Civitanova per noi è indifferente, non impatta con la nostra, lo dico col massimo rispetto, ma è un’altra cosa».

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