Comune e Meridiana,
la gestione del canile nel mirino:
«Storia di un rapporto opaco»

MACERATA - Il consigliere Andrea Marchiori punta il dito contro l'amministrazione per l'affidamento della struttura pubblica alla cooperativa. I troppi costi sostenuti, la convenzione, gli appalti dei lavori: il sospetto per l'esponente di Forza Italia è chi ci siano dei favoritismi. A cominciare dagli ultimi 60mila euro e rotti di soldi pubblici spesi per la manutenzione. «E' giunto il momento di adottare procedure di affidamento più trasparenti e concorrenziali»
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Comune di Macerata e Meridiana: la storia di un «rapporto opaco». Ne è convinto il consigliere di Forza Italia Andrea Marchiori, che ripercorre tutta la storia della gestione del canile comunale, affidata alla cooperativa fin dal 2002. L’esponente dell’opposizione parte dalle ultime spese affrontate dall’amministrazione nei primi mesi del 2018 per il ripristino dei danni causati dal sisma:  che nei primi due mesi del 2018 il Comune ha affrontato significative spese per il ripristino danni derivanti dal sisma (40.000 euro), per la sostituzione di infissi (4.320 euro) e per la riparazione di alcuni box di ricovero animali (18.000 euro), «in quest’ultimo caso con affidamento dell’appalto direttamente alla Meridiana stessa. La struttura che sorge in località Acquesalate – spiega Marchiori – è di proprietà del Comune che l’ha costruita all’epoca dell’amministrazione Maulo, sostenendo un costo di oltre 240mila euro e, poi, ampliata con ulteriore investimento di  270mila euro. Nella struttura vengono ospitati gli amici a 4 zampe provenienti sia dal territorio del comune di Macerata che da altri comuni della provincia convenzionati con la cooperativa e lì operano, oltre ad alcuni volontari dell’Associazione Argo, dipendenti a tempo determinato o indeterminato della Meridiana i cui organi sociali sono remunerati. Ciò per sottolineare che l’attività di Meridiana di gestione del canile è a tutti gli effetti commerciale, con proventi per oltre 270mila euro: la cooperativa dovrebbe quindi operare sul mercato al pari di ogni azienda assumendosi il rischio d’impresa, ma in questo ambito non pare essere così».  La cosa che non torna secondo Marchiori è che il Comune, per la manutenzione di accessori del complesso immobiliare, «affidi al concessionario il compito di appaltare i lavori sulla base di un preventivo fatto dalla stessa Meridiana: nessuna traccia di analisi di mercato, nessuna traccia di gara comparativa, nessuna traccia di convenzione che preveda, per esempio, una rendicontazione delle spese effettivamente sostenute e la destinazione delle possibili economie di mercato che potrebbero verificarsi; in due parole: opacità assoluta. Peraltro, il proprietario Comune, che ha sostenuto i costi di costruzione e allestimento della struttura e che non percepisce alcun provento dalla concessione in uso, si fa carico anche di sostenere i costi di manutenzione e ripristino della struttura stessa».

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Andrea Marchiori

E qui il consigliere ripercorre le tre tappe fondamentali che hanno portato alla realizzazione del canile e al successivo affidamento in gestione. La prima. «La storia delle opacità e di scambio di cortesie fra il Comune e Meridiana inizia nel 1996 – aggiunge Marchiori – con l’allora sindaco Maulo; l’assessore competente dichiara pubblicamente in Consiglio (24 e 25 giugno 1996) che si ha la necessità di realizzare un canile comunale, perché la spesa per il ricovero degli animali in strutture private (4 mila lire al giorno a cane) è, per le casse comunali, troppo gravosa. Si prevedono inizialmente 90 postazioni per altrettanti cani e viene prevista una spesa di 380 milioni di lire a carico del Comune (circa 4 milioni e 200 mila lire per ciascuna postazione, ammortizzabili, secondo il Comune, in tre anni considerando che non si pagheranno più le 4 mila lire al giorno per ciascun cane ai privati). Viene poi accennato che a prendersi cura degli animali sarebbe l’associazione di volontariato Argo di Barbara Vittori (attuale presidente di Meridiana, fondata alla fine dell’anno 2005) ma nulla viene indicato sulle modalità di gestione e né chi pagherà il cibo per gli ospiti del canile».  La seconda puntata inizia con un aumento consistente del costo di realizzazione della struttura. «Con la delibera di Consiglio comunale del 17 ottobre 1996 – prosegue l’esponente di Forza Italia – senza dare conto del perché, l’amministrazione dà atto che il costo del progetto è aumentato di 90 milioni di lire: l’impegno per la collettività passa quindi da 380 a 470 milioni. Nessuna indicazione, invece, di chi assumerà la gestione del canile e con quali costi, né di come saranno affidati i lavori; in due parole: opacità assoluta».

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Il sindaco Carancini

Nella terza puntata l’affidamento in gestione. «Il successivo atto formale che il Comune approva sul canile è del 2002 – continua il consigliere – si da’ atto che dal 1999 al 2002 la gestione del canile è stata affidata al Consorzio Sociale servizi generali sebbene dagli atti non si rinviene traccia di procedure ad evidenza pubblica. Ciò che, invece, appare è che dal 1999 al 2002 la gestione del canile è costata 51mila di euro (più la rivalutazione Istat, stimata in circa 7000 euro l’anno), impegno di spesa che appare evidentemente stridente con l’annunciata gestione da parte dell’associazione di volontariato Argo e, quindi, con le prerogative con le quali era stata presentata l’intera operazione. Anche in questa puntata opacità assoluta. Sta di fatto, però, che nel 2002 il “Consorzio sociale servizi generali” rinuncia al rinnovo dell’incarico e che, casualmente e contestualmente, arrivi agli uffici comunali la proposta di Meridiana di gestire il canile, alle medesime condizioni esistenti. L’amministrazione aggiunge, però, un ulteriore “obolo” per Meridiana: per l’ampliamento del canile, oltre al dovuto per la gestione, il Comune versa ulteriori 8.779 euro. La convenzione ha durata di 10 anni, rinnovabili e nella stessa si dice che il contratto con Meridiana viene sottoscritto in “deroga alla disciplina dei contratti della pubblica amministrazione, considerato anche il fatto che il Comune è socio fondatore di Meridiana”, ossia senza evidenza pubblica. In due parole: opacità assoluta».

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La giunta in consiglio comunale

E così la vicenda prosegue, fino all’imminente scadenza della gestione. «I 10 anni previsti dalla convenzione non fanno in tempo a passare – ricorda Marchiori – che il Comune sente l’esigenza, nel 2009, di aggiornare il contratto con Meridiana; gli snodi della delibera sono questi: riappare Argo (mai più menzionata dal 1996 al 2009), e si scopre che la convezione non è fra Comune e Meridiana, ma fra Comune, Meridiana e Argo. Il costo della gestione, sostanzialmente, triplica: da 51mila euro si passa, nel 2009, a 174mila euro e non è tutto. Il Comune , sempre a piè di lista e senza sentire il bisogno di richiedere una rendicontazione, versa ulteriori 27mila e 600 euro per un nuovo, ulteriore “ampliamento”, addirittura già avvenuto. Il rapporto che avrebbe dovuto estinguersi naturalmente nel 2012, viene invece prorogato sino al 2022, prima che la durata della precedente convenzione sia spirata ed il Comune si farà carico del totale rimborso di tutte le opere strutturali appaltate privatamente da Meridiana. In due parole: opacità assoluta. Tuttavia, a questo punto, si penserà, visto che il 2022 è di là da venire, lo “stillicidio” degli oboli del Comune a Meridiana, sarà finito: Meridiana riceve un corrispettivo per la gestione (mai valutata la sua congruità, perché mai c’è stata una gara ad evidenza pubblica), ma operando sul mercato si assumerà pure il proprio rischio d’impresa, senza “avere null’altro a pretendere”. E invece, no. A parte l’intervento di manutenzione straordinaria ricordato in apertura, ve ne sono stati diversi altri nel corso degli anni; qui ne ricordiamo uno solo: nel 2013 Meridiana fa sapere di aver bisogno di costruire un gattile, fa pervenire la richiesta al Comune, esibisce un preventivo delle spesa ed il Comune si limita ad aderire, senza battere ciglio, versando quasi 10mila euro alla cooperativa, senza alcuna evidenza pubblica. In due parole: opacità assoluta». Insomma secondo Marchiori i costi di costruzione e ampliamento della struttura, quelli di manutenzione straordinaria e quelli correnti di custodia degli animali sono eccessivi «anche in considerazione del fatto – specifica – che non vi sono proventi dalla concessione. L’associazione Argo oggi ha denunciato l’abbandono di venti cuccioli che hanno trovato ospitalità nel canile: quei disgraziati che hanno deciso di disfarsi dei cuccioli devono sapere che al Comune costerà 30mila euro all’anno. Chiunque avesse sospetti sui trasgressori farebbe bene a segnalarlo alle autorità. Anche durante questa consiliatura sono molti gli atti amministrativi con i quali l’amministrazione ha favorito la cooperativa sociale, la quale, peraltro, ha anche un contratto di locazione della propria sede legale ad un prezzo irrisorio e credo – conclude il consigliere – sia giunto il momento di adottare procedure di affidamento più trasparenti e concorrenziali affinché si sgomberi il campo da sospetti di favoritismi che non fanno a bene alla politica tutta».



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