Quote rosa in giunta,
Fernanda Recchi si candida assessore
CIVITANOVA - L'avvocato ha depositato la richiesta al protocollo. L'amministrazione ha avviato le consultazioni per individuare una figura idonea
Fernanda Recchi si candida ad assessore. L’avvocato civitanovese, già assessore della prima giunta Marinelli ha depositato ieri al protocollo la propria candidatura ad assessore. Provocazione o reale disponibilità? La premessa nasce dal fatto che a breve si concluderà l’iter a tappe previsto dalla commissione Pari opportunità per mettere a norma la giunta civitanovese, deficitaria di una donna con sole due “quote rosa” quelle dell’assessore Maika Gabellieri e Barbara Capponi. Per cui il sindaco Fabrizio Ciarapica ha già annunciato di aver avviato le consultazioni per individuare una figura idonea e fiduciaria a rivestire l’incarico. E la Recchi ci prova. Con una lettera indirizzata al sindaco chiede di venire presa in considerazione come terzo assessore donna.

Come spesso succede leggi regole, decreti…sono fatti in modo che ci si debba ritornare sopra e quando sono inspiegabili come questa non si fa. Questa delle quote rosa per forza equiparata alle quote celesti non la capisco. Mi fanno sindaco/a, sono convinto che nel ruolo di assessori sono tizio/a, caio/a e sempronio/a i più adatti per il programma presentato in campagna elettorale, perché devo fare una giunta dove devo mettere per legge tot maschietti e tot femminucce, correndo il rischio di metterci qualche elemento rappezzato poco predisposto al compito per lui/lei scelto. Comunque passiamo sopra al fatto che questa stupidissima legge mi dice come deve essere composta la giunta che se fosse di sole donne o di soli uomini, impostata non al sesso ma al mio programma dove ritengo giusto affidare i ruoli al di fuori del sesso di appartenenza. Solo uno sciocco potrebbe pensare che gli uomini siano generalmente più intelligenti e viceversa. Forse una volta, quando la donna dalle nostre parti doveva fare la massaia, ruolo questo che poi sembra sia più confacente all’uomo, visti i grandi chef uomini che oggi occupano i giornali culinari. Ma andiamo avanti e specificatamente dove voglio arrivare. I sessi, fisicamente parlando sono due ma psicologicamente, non so se sia il termine giusto sono tre, più le varianti. Sebbene queste varianti siano comunque uomini o donne con ognuno la sua sensibilità e soprattutto hanno raggiunto quella equiparità che li assimila agli altri due sessi a cui poi già appartengono perché il cosiddetto terzo sesso in fondo è una semplice rappresentazione mentale di fronte alla sessualità, un modo diverso che in fondo diverso non è. Come diceva De Andrè, c’è chi l’amore lo fa per gioco, c’è chi lo fa per professione, Bocca di Rosa né l’uno e né l’altro lei lo faceva per passione. Non so se mi sono spiegato bene oppure no, comunque quello che volevo dire che qualunque sia il nostro orientamento sessuale, davanti alla legge dovremmo essere tutti uguali. E allora perché non leggo mai di giunte, posso anche pensare che non mi sia mai capitato, formate tra tutte e tre le sensibilità dei due sessi. Non è difficile che nei grandi luoghi con la più alta concentrazione di amministratori della politica non ci siano sensibilità diverse , che però nella nostra poco evoluta civiltà per non essere fatti oggetto di scherno, bisogna tenerla nascosta, anche se qualcuno esce allo scoperto ma rappresenta ancora l’eccezione. Quindi, quote rosa, sì, quote celesti, sì ma anche quote gialle. Dico giallo perché non conosco il colore che viene abitualmente adoperato. Se si deve equiparare che si equaperi davvero, almeno in quell’aule sordide e grigie si porta un po’ di colore e di leggerezza che non significa trascuratezza politica ma lavorare in un ambiente meno sobrio e con tante regole. Comitato per la liberazione del “ terzo scomodo “.