Nuovo asilo a Montagnano, il parroco:
«E’ l’unica area disponibile»
CAMERINO - I residenti avevano protestato, con tanto di raccolte firme, per salvare il parco. Ora don Marco Gentilucci spiega: «Siamo aperti al confronto e ad ogni trasparente informazione e al tempo stesso determinati a mantenere una storica istituzione in luogo idoneo, in una struttura sicura e in tempi ragionevoli»

Una parte della zona verde di Montagnano di Camerino
«E’ l’unica area disponibile». Nuova scuola materna della parrocchia di San Venanzio, don Marco Gentilucci spiega le ragioni della scelta del terreno di Montagnano, contestata dai cittadini, con una petizione che ha chiesto al Comune di individuare una nuova area, per salvare l’unica zona verde del popoloso quartiere. «Dopo il terremoto del 26 ottobre la parrocchia, le famiglie dei bambini iscritti all’asilo, le maestre, si sono trovati senza una struttura agibile – scrive il parroco – sentiti gli organi parrocchiali, dopo diversi mesi di chiusura, raccolte le pressanti richieste delle famiglie e di tutta la comunità, accogliendo la generosità di un parrocchiano, si decide di continuare l’anno scolastico spostando la scuola in un appartamento di Montagnano; soluzione provvisoria, per sopperire ad una esigenza urgente e contingente agli eventi sismici». Si innesca poi una bellissima catena di solidarietà, che permette di raccogliere cospicue donazioni: «Spronato dalle famiglie dei bambini e dalla voglia di non far morire questa istituzione a servizio della comunità di Camerino (si accolgono bambini non solo della parrocchia di San Venanzio ma anche di tutta la nostra città) ed anche dei paesi limitrofi che purtroppo non possono avere il nido per motivi di spopolamento), si cominciano a cercare probabili benefattori che potrebbero contribuire alla salvezza della scuola – si legge nella nota – cominciano ad arrivare proposte di donazioni da diverse aziende che sono sensibili ai problemi di noi terremotati ed in particolare dei bambini che hanno bisogno della scuola». Don Marco Gentilucci inizia poi a cercare il terreno dove costruire l’asilo: «Dopo una ricerca autonoma che non porta a nessun risultato, decidiamo di interpellare il comune di Camerino affinché individuasse, all’interno del territorio comunale un’area idonea dove poter edificare la struttura (gennaio 2017); cosa fatta anche da altri enti e associazioni. Il Comune ci chiede di mostrare un progetto di massima per potersi rendere conto della superficie di cui avevamo bisogno. Impostiamo, quindi, il primo progetto della struttura scolastica e ci interfacciamo con le leggi nazionali e regionali che regolano tali strutture».
Ad agosto il Comune fa sapere al parroco di San Venanzio che esiste la sola area di Montagnano, che ospita i giardini, idonea ad ospitare la struttura, la pratica va avanti, si modifica il progetto per occupare la minima parte possibile dell’area verde. «Ci viene fatta esplicita richiesta da parte del Comune di mantenere la restante area a servizio del quartiere e di fare in modo di mantenere in funzione l’attuale campetto di gioco. Convinti che purtroppo è inevitabile un restringimento del godimento dell’area da parte del quartiere ci siamo proposti di accollarci nel tempo la manutenzione dell’area verde pubblica, il rifacimento completo del campetto che in questo momento si trova in stato di abbandono, ed anche di ridare all’area nuovi giochi oltre a preservare al massimo tutte le alberature presenti – continua la nota – dopo aver constatato che alcuni abitanti del quartiere, manifestavano contrarietà alla realizzazione della scuola in quel sito siamo tornati in Comune chiedendo di nuovo se ci fossero altre aree disponibili , ad ottobre 2017». Nel frattempo si svolge un incontro tra don Marco Gentilucci ed il gruppo di cittadini che hanno raccolto le firme, il sacerdote chiede al Comune la possibilità di avere un’altra area: «Purtroppo, il Comune risponde che non esiste altra area di sua proprietà con la destinazione urbanistica idonea alla costruzione della scuola. Il progetto viene quindi rivisto e studiato in modo da limitare al minimo l’occupazione dell’area (1000 mq su 3500 mq), prevedendo di costruire la copertura con la tecnica del green roof (tetto verde), il quale in parte sarà anche accessibile dal giardino, ampliando l’attuale area giochi, ed impattando al minimo con la costruzione della struttura che avrà un’altezza di soli 3,50 metri al livello di gronda; queste soluzioni portano inevitabilmente ad un innalzamento dei costi di costruzione».

Nella foto in giallo la sagoma del nuovo asilo a Montagnano di Camerino
Il comitato dei cittadini annuncia pubblicamente sulla stampa le proprie ragioni, a seguito del quale il parroco, direttore della scuola materna della parrocchia, ha scritto la nota, per giungere «ad una soluzione ampiamente condivisa. Ogni servizio a favore delle future generazioni è un arricchimento per tutta la comunità di Camerino e anche oltre; opportunità che non dobbiamo farci sfuggire, anche perché questo terremoto ha minato in modo profondo il futuro di questa nostra piccola realtà, già peraltro a forte rischio di spopolamento per mancanza di servizi alle famiglie e soprattutto a quelle giovani famiglie con bambini». Conclude Don Marco Gentilucci: «In conclusione vogliamo ribadire la necessità di continuare le attività della storica “Scuola materna Maria Ausiliatrice” con i principali oneri a carico della parrocchia di San Venanzio, dei donatori e degli enti vicini, in una nuova sede sicura. Vogliamo confermare la correttezza delle azioni svolte e la ricerca della più completa legalità e legittimità, senza richiedere particolari privilegi. Siamo aperti al confronto e ad ogni trasparente informazione e al tempo stesso determinati a mantenere una storica istituzione a Camerino, in luogo idoneo, in una struttura sicura e in tempi ragionevoli».