Convitto intitolato a Luigi Calabresi,
il figlio Mario agli studenti:
«Non rinunciate ai vostri sogni»
CINGOLI - Inaugurata questa mattina la struttura che ospiterà i fuori sede dell'alberghiero Varnelli, dedicata al commissario vittima del terrorismo. Prima del taglio del nastro, incontro tra i ragazzi delle scuole superiori e il direttore di Repubblica. Rimandata la consegna della cittadinanza onoraria al capo della polizia Gabrielli

Il taglio del nastro all’entrata del nuovo convitto

Da sinistra, la dirigente dell’alberghiero Maria Rosella Bitti. il sindaco Filippo Saltamartini, il direttore di Repubblica Mario Calabresi e la dirigente del liceo Annamaria Marcantonelli
di Leonardo Giorgi
Inaugurato il convitto degli studenti dell’alberghiero. La nuova struttura che ospiterà al centro di Cingoli gli alunni del Varnelli fuori sede è stata presentata oggi al pubblico e intitolata al commissario Luigi Calabresi, caduto vittima del terrorismo rosso 45 anni fa. Una cerimonia commossa, che ha visto la presenza dello stesso Mario Calabresi, figlio di Luigi e attuale direttore del quotidiano Repubblica. All’intitolazione era prevista anche la presenza del capo della polizia Franco Gabrielli, a cui il sindaco Filippo Saltamartini avrebbe dovuto concedere la cittadinanza onoraria nel pomeriggio. L’ex prefetto di Roma è dovuto però rimanere nella capitale per problematiche legate al maltempo e il suo arrivo sul Balcone delle Marche è rimandato a data da destinarsi.

Lo scoprimento della targa intitolata a Luigi Calabresi
«Nessuno può dirvi di rinunciare ai vostri sogni» ha detto questa mattina il direttore Mario Calabresi agli studenti dell’alberghiero e del liceo di Cingoli al teatro Farnese. Il giornalista, prima dell’inaugurazione del convitto, è stato protagonista di un incontro con i ragazzi delle scuole superiori del comune. «E’ importante dimostrare dinamismo – ha raccontato -, io stesso ho iniziato a mettere da parte i primi risparmi facendo il giornalaio, ma questo tipo di esperienze sono un plus per la carriera. Una volta si è presentata una ragazza che voleva lavorare con noi al giornale e nel curriculum c’era scritto che tra le sue esperienze lavorative era stata nell’esercito. Mi ha raccontato che mentre era disoccupata ha trovato un bando per fare il giornale dello stesso esercito. Ha fatto un concorso ed è arrivata prima, ma ha scoperto poco dopo che sarebbe dovuta andare a scrivere sul fronte di guerra e si è fatta due turni di sei mesi in Afghanistan. Dopo un’esperienza del genere, pensate che avrebbe avuto problemi a cercare notizie da carabinieri e magistrati? E infatti l’ho presa subito». Tanti gli aneddoti di vere e proprie vittorie nel lavoro e nella vita nate da situazioni di difficoltà: dalla donna di 47 anni di Milano che dopo 20 anni di marketing si è reinventata pasticcera, fino al giovane mugnaio piemontese con la terza media che ora vende farine speciali online in tutta Italia. Calabresi, salutato da una pioggia di applausi dal pubblico del teatro, si è poi diretto con il sindaco, gli assessori, la dirigente Maria Rosella Bitti e gli studenti dell’alberghiero alla struttura del nuovo convitto in via Leoni.

Presenti all’inaugurazione il prefetto di Macerata, Roberto Preziotti, il questore Vincenzo Vuono e il presidente della Provincia, Antonio Pettinari. L’inno d’Italia cantato da tutti gli studenti ha dato il via al cerimonia, che è culminata nel taglio del nastro e nello scoprimento della targa dedicata al commissario Luigi Calabresi posta sopra l’entrata. «L’intitolazione al commissario Calabresi per chi viene dalla polizia come me, dopo aver partecipato a 43 funerali di stato – ha sottolineato il sindaco Saltamartini – è un motivo di grande onore. Io sono l’inventore della manifestazione Memorial day che ha consentito di intitolare 183 vie e piazze a Borsellino, Falcone, Calabresi, Dalla Chiesa e tanti altri che hanno combattuto il terrorismo e la mafia. Per me questo è importante, proprio perché i familiari di queste persone non sono mai state ripagate per i sacrifici che hanno fatto. L’epitaffio a Calabresi ci indica valori di coraggio, altruismo, impegno civile». La nuova struttura, finanziata fondi comunitari, rappresenta allo stesso tempo l’ultimo fiore all’occhiello dell’offerta formativa di Cingoli. «Un’opera fondamentale per la nostra città, che si aggiunge all’archivio storico che abbiamo riportato qui, con documenti che risalgono all’anno Mille. Per noi è un grande orgoglio perché la struttura è stata fatta con un bando comunitario che non ha gravato sul bilancio del Comune».

Studenti davanti il convitto per la cerimonia di inaugurazione

Il sindaco consegna al direttore Calabresi una serie di immagini dedicate ai monumenti di Cingoli

La sala ricreativa del convitto




