Filo diretto con Trump

GERUSALEMME CAPITALE - Una speranza di pace tra Israele e Palestina nei giovani che lavorano insieme

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Donatella Donati

 

di Donatella Donati

Ieri mattina nel filo diretto radiofonico con gli ascoltatori e il giornalista Carlo Puca di Panorama gli argomenti fondamentali sono stati due: il pericolo se ancora c’è, nella terra dei fuochi in Campania, e il pericolo incombente di rivolte e violenze che si presenteranno sicuramente per la scelta inconsulta di Trump di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme con lo scoppio di una guerra fratricida. Sono intervenuta anche io nella discussione con una visione antiterroristica e l’auspicio che le capacità di pace che sono molto forti oggi in quell’area sconfiggano le predizioni drammatiche. Ne ho dato qualche prova sulla base delle mie conoscenze di giornalista. Domenica scorsa ho pranzato a Bologna con una giovane giornalista italiana che fa servizi televisive in Palestina con un gruppo misto di arabi e cristiani, e non trova nessuna difficoltà nel lavoro d’equipe per l’accordo che c’è con i collegi. L’atmosfera generale è pacifica, perchè gli abitanti della Palestina vogliono la pace e vogliono arrivare tutti ad una corretta definizione dei loro rapporti senza ricorrere alle armi.

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Donald Trump annuncia il riconoscimento di Gerusalemme capitale di israele

Questo atteggiamento che non è ipocrita o di convenienza ha consentito la fondazione di un club Soroptimist fondato da donne ebree, musulmane e cristiane, a cui stanno a cuore i diritti umani, l’affermazione delle donne e la pace nel mondo. Il Soroptimist International del quale fanno parte donne professioniste e attive che attingono ai loro fondi personali attraverso le quote annuali per fare azioni positive, che si stende dal Africa meridionale al Canada e dà la sua rappresentanza all’Onu, è una testimonianza della volontà di pace che piano piano emerge in Palestina. Per questo le azioni di Trump rompono un faticoso equilibrio. Meno male che un importantissimo Iman mondiale ha nei giorni scorsi pubblicato delle tesi alla Lutero in cui afferma vivacemente i diritti delle donne alla libera espressione del loro pensiero, all’uso di vesti da esse stesse scelte, studi equiparati a quelli degli uomini, alla liberazione in fondo dagli schemi imposti da tradizioni insensate. Se questo proclama diventerà mondiale un gran passo avanti sarà compiuto. Carlo Puca dopo che gli ho espresso le mie idee positive sulla situazione palestinese e la speranza che le “birichinate” di Trump non portino alcun effetto negativo e rafforzino invece il desiderio della pace e della discussione civile e serena tra i popoli, mi ha detto che voleva abbracciarmi per aver sentito una voce di speranza e con queste ultime parole ha concluso la trasmissione.


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