Il “cantiere” Buonaccorsi:
al lavoro sulle opere ferite dal sisma

MACERATA - Fervono i preparativi per l'esposizione che aprirà il 15 dicembre. Ci saranno anche i beni artistici recuperati dalla chiesa delle Vergini
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Al centro l’assessore alla Cultura Stefania Monteverde

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Sarà la prima mostra nei territori colpiti dal sisma e ci saranno anche le opere salvate dalla chiesa delle Vergini di Macerata. Il primo passo per valorizzare il patrimonio artistico della zona che porterà poi alla creazione di un laboratorio di restauro a palazzo Buonaccorsi. In questi giorni sono al lavoro ditte e artigiani per preparare spazi e opere nel palazzo settecentesco del capoluogo che ospiterà “Capriccio e natura nel secondo Cinquecento. Percorsi d’arte e di rinascita nelle Marche” a partire dal 15 dicembre.  «Ci riempie di soddisfazione parlare della nostra storia d’arte con le opere recuperate dal santuario di Santa Maria delle Vergini custodite nei nostri depositi dopo il sisma», dice il sindaco Romano Carancini. L’assessore alla Cultura Stefania Monteverde aggiunge che «da questo patrimonio abbiamo costruito itinerari di conoscenza e di turismo con le opere dei territori colpiti dal sisma. È in via di realizzazione una mappa del viaggiatore che segnala le tappe di un viaggio straordinario nel tempo e nel nostro paesaggio. Abbiamo sempre sostenuto con i Comuni del MaMa che le mostre con le opere salvate dal sisma aiutano a valorizzare i territori e la loro economia là dove le opere sono custodite».
All’allestimento della mostra stanno lavorando, oltre alle ditte incaricate di curare le luci (Salvatori e Bettucci) e di allestire la suddivisione degli ambienti tramite pareti di legno e tessuto (Linea 2 Interni), l’architetto Valentina Pallotti sotto la direzione dei curatori della mostra Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori.

capriccio-mostra-2-325x217La mostra prende le mosse dai dipinti della chiesa Santa Maria delle Vergini trasferite durante il terremoto dello scorso anno nei depositi di palazzo Buonaccorsi. Sei delle 11 opere custodite, compreso il Tintoretto, verranno esposte dopo essere state sottoposte a lavori di sistemazione e ripulitura da parte dei restauratori maceratesi Pierpaolo Mariani e Maria Topa, operazioni necessarie ai fini dell’allestimento. La mostra verrà corredata da una serie di itinerari già oggetto di studio nel catalogo, fotografia dei luoghi quali chiese, oratori, tempietti, facenti parte del patrimonio sistino nel nostro territorio. I comuni da cui provengono le opere sono Ancona, Ascoli Piceno, Ostra Vetere, Fabriano, Colferraio di Matelica ,Santa Vittoria in Matenano (Fermo), Apiro, Treia, Camerino, Tolentino, Urbino e Fermignano.

 



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