Mama, l’eroina del sisma:
un corto per rilanciare il territorio

TURISMO - I comuni della Marca Maceratese si sono riuniti per progettare una strategia di marketing. Da qui l'idea di un personaggio che incarni punti di forza e debolezza della provincia

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mama

 

La Marca Maceratese riparte dal marketing e diventa un personaggio, anzi un’eroina. Dopo il progetto nato dal sisma che ha unito 40 Comuni dell’entroterra con l’obiettivo di recuperare e valorizzare il patrimonio artistico e culturale, gli enti si sono messi al lavoro nella biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata per pensare a quale identità darsi e a come comunicarla. Il progetto è finanziato dal dipartimento della Gioventù e si chiama Hero. A curarlo Sineglossa, organizzazione anconetana di innovazione culturale, vincitrice del bando Sostegno ai giovani talenti.  L’obiettivo è realizzare un cortometraggio che racconti l’identità della Marca Maceratese. Gli amministratori si sono confrontati per focalizzare i punti chiave della strategia promozionale e comunicativa che verrà sottoposta ai vari portatori di interesse (università, associazioni, enti e investitori) in un prossimo incontro a febbraio. Il risultato del brainstorming, guidato dalla sociologa e sceneggiatrice Alessia Tripaldi, ha portato alla nascita di Mama, una donna intraprendente, resistente e sognatrice. «Un personaggio pieno di energia creativa – ha detto il vicesindaco Stefania Monteverde che ha introdotto i lavori – un personaggio che sa contemplare i paesaggi e ha cura della bellezza. Una bellezza che abbiamo iniziato a guardare con più attenzione solo quando abbiamo capito di aver corso il grosso rischio di perderla». Mama è, nell’idea dei suoi creatori, una via di mezzo tra un guerriero piceno e una vergara. Un’eroina autosufficiente in casa sua ma più insicura quando ne varca i confini. Questi in sostanza i punti di forza e le debolezze di «un personaggio che serve a definire una strategia e un modo di raccontarsi specifico – ha spiegato Federico Bomba di Sineglossa – al fine di mettere a punto uno strumento che possa essere funzionale e sia finalmente unitario a differenza delle diverse strategie adottate da ogni singolo Comune fino ad oggi». Sempre agli amministratori il compito di dare un peso all’azione del personaggio: valorizzare i prodotti e le ricchezze del patrimonio vincendo l’innata timidezza marchigiana, aprire le porte per far vedere tutto ciò che c’è di bello in questi posti, ricercare un’identità specifica che delimiti il racconto di se stessi, sono i contenuti messi nero su bianco dagli intervenuti. La strategia, a detta dei partecipanti, parte proprio da una grande perdita (quella inferta dal terremoto) che rende Mama pronta a far conoscere ciò che di grande ha a disposizione: arte, artigianato, cibo, paesaggio, spazi a misura d’uomo, ambiente sano, spiritualità, tradizione, manifestazioni. Tutte doti unite da due denominatori comuni: la varietà (basti pensare al paesaggio che va dai monti al mare) e l’essere sempre se stessi.


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