“Ars recuperata”,
le opere scampate al terremoto
in mostra alla pinacoteca Moretti

CIVITANOVA - L'esposizione nella città alta, saranno quattordici i pezzi che i visitatori potranno ammirare. Si tratta di tele di eccellente fattura datate tra XVII secolo e XIX secolo, di artisti poco noti. L'inaugurazione è prevista per domenica 17 dicembre alle 16

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da sinistra Marco Pipponzi curatore allestimento, Enrica Bruni direttore Pinacoteca Moretti, l’assessore Maika Gabellieri, Silvia Squadroni presidente TdC e Giovanna Capodarca (cda TdC)

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di Laura Boccanera

(foto Federico De Marco)

Quattordici opere scampate al terremoto, tesori poco conosciuti e sopravvissuti alla terra che trema saranno il regalo di Natale che la pinacoteca Moretti, insieme all’amministrazione comunale offre per i visitatori a Civitanova Alta. Si chiama “Recuperata ars” e raccoglie un crocifisso ligneo policromo, una cornice intagliata e pale d’altare provenienti dal centro del cratere, da chiese e edifici di Fermo, Ascoli Piceno, Arquata del Tronto e Civitanova. Tele di eccellente fattura datate tra XVII secolo e XIX secolo, di artisti poco noti, ma che caratterizzano quel tessuto artistico «a maglie fitte» come ha descritto la direttrice della pinacoteca Enrica Bruni, che merita di essere valorizzato. Il vernissage è previsto per domenica 17 dicembre alle 16. «E’ una mostra che avevamo pensato per Vita Vita, ma poi non siamo riusciti a reperire le opere in così poco tempo – ha detto l’assessore alla cultura Maika Gabellieri – l’abbiamo cercata tanto e ora riusciamo a presentarla in occasione del Natale». La mostra è realizzata in collaborazione con l’Azienda Teatri di Civitanova. L’allestimento, curato dall’architetto Marco Pipponzi, rappresenta un cantiere aperto: «è un allestimento semplice ed essenziale – ha detto – una scelta dettata anche da una necessità etica che era quella di spendere poco visto anche il tema dell’esposizione e non cadere in una contraddizione. Per cui abbiamo pensato ad un cantiere, magari della ricostruzione, con impalcature in ferro, illuminazione su faretti, volevamo riprodurre un’idea di precarietà e far vedere la tela anche nella sua fisicità di oggetto». «Abbiamo scelto opere poco note al grande pubblico, l’intento è quello di raccontare la particolarità del tessuto artistico marchigiano sparso per il territorio. Per ogni opera abbiamo realizzato una scheda tecnica, facendo anche ricerche d’archivio per manufatti che ne erano sprovviste, così da poter portare avanti un discorso anche con le scuole». Previste anche visite guidate sabato 30 dicembre e sabato 6 gennaio con una lectio che parte da San Francesco e passa per pinacoteca e sala Ciarrocchi dalle 17 alle 20. La mostra, ad ingresso gratuito (catalogo 10 euro) resterà aperta fino al 25 febbraio.


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