Elio Germano ad Unicam:
presentati 9 brevi film,
sguardo a 360 gradi sul sisma
CAMERINO - Bagno di folla questo pomeriggio per accogliere l'interprete del "Giovane favoloso". L'occasione è stata la presentazione dei filmati in realtà virtuale girati nel cratere e nati dal laboratorio creato da Corto Dorico, università e con la collaborazione di Officine Mattoli. L'attore: «Il terremoto può essere una storia intima e meno esibita, è una cosa che chi ha vissuto si porta dentro»

L’attore Elio Germano a Unicam
A lezione di cinema documentario a 360 gradi con Elio Germano, ospite speciale di Unicam questo pomeriggio, per la presentazione dei nove brevi film sulle zone del terremoto, nati dal laboratorio messo in piedi da Corto Dorico, Unicam, in collaborazione con Officine Mattoli. 
Un mese per venti ragazzi tra i borghi dell’Appennino, in cerca di storie, tracce dell’anima, suoni della natura e dell’anima, per raccontare le tracce lasciate dal terremoto, con le speciali riprese della telecamera Samsung Gear, che fa vivere dentro la realtà ripresa, in una passeggiata a tre dimensioni dello spettatore, grazie ad un visore di realtà virtuale. «Quello che mi affascina è l’aspetto pionieristico di questo modo di fare cinema, che permette la ricostruzione totale degli ambienti in una sfera di informazione digitale – ha detto Elio Germano – che consente allo spettatore di muoversi dentro la scena, oppure la ripresa nuda a 360 gradi, che come nel cinema all’inizio, svela solo alla fine cosa si è ripreso. Questo è un modo per trasportare le persone in un ambiente che non hanno modo di vedere, è stato bello condividere con i ragazzi la complessità di questa tecnologia, la loro curiosità, vedere la loro libertà di espressione perchè non condizionati dal dover vendere il lavoro, abbiamo fatto tentativi, girato e sbagliato insieme».

Il pubblico per Elio Germano
Elio Germano è stato accolto dal rettore Unicam Claudio Pettinari, che ha sperimentato personalmente la visione della realtà virtuale dei filmati, affermando che è come fare un salto in un’altra realtà: «Sono felice di avere qui l’attore favoloso Elio Germano, che ben conosce le nostre montagne per aver interpretato Leopardi, che tanto le amava. E’ stato importante per i nostri giovani avere tutor di questo livello, per sperimentare questa narrazione immersiva che li fa crescere». Ha aggiunto Roberto Nisi di Corto Dorico: «Un festival come questo ha senso se dialoga con il territorio in cui agisce, un progetto come questo del laboratorio, include la comunità, l’avventura è partita con Furgoncinema, nei paesi terremotati si è riportata la normalità con il cinema». Ha concluso Elio Germano: «Là fuori c’è tutto un mondo di cui fare esperienza, di solito la tecnologia schiaccia i rapporti tra le persone, invece il cinema a 360 gradi la restituisce, sono partito dal corto ‘No borders’ sullo scoglio dei migranti a Ventimiglia, la voglia è quella di allargare lo sguardo, oltre le barriere, questo modo di girare offre in ambito documentaristico e giornalistico, il modo di recuperare l’informazione emotiva, questa tecnologia non permette di voltarsi dall’alta parte. Il terremoto non sempre deve essere raccontato come un’indagine o una denuncia, può essere una storia intima e meno esibita, è una cosa che chi ha vissuto si porta dentro, perchè nei momenti più duri della vita, si torna all’essenziale». Presenti anche gli altri tutor del laboratorio “Storie dall’Appennino”, Alessio Ballerini, Tommaso Perfetti, Omar Rashid, Laura Viezzoli, è stato mostrato prima il filmato dell’avventura di Furgoncinema, poi il trailer dei nove brevi film girati nel cratere del terremoto, dalla zona rossa di Visso, ai ricordi di un artigiano, a chi ricostruisce da solo la propria casa, viaggi insoliti nel trascorrere del tempo, storie di gente che non si arrende. Tutte le informazioni per vedere i filmati, sono sul sito www.cortodorico.it.

Il rettore Claudio Pettinari





