Il sindaco “difende” Donna Rachele:
«Nessuna apologia di fascismo, è cultura»
CIVITANOVA - Presentazione del libro della nipote di Mussolini sulla vita della nonna nella biblioteca comunale, Ciarapica non ci sta e rispedisce al mittente le accuse: «Sono critiche strumentali, l'amministrazione rispetta la libertà di pensiero e di espressione»
«Dimensione biografica e familiare di Donna Rachele, le critiche sono ingiustificate, non c’è apologia del fascismo». L’amministrazione di Civitanova difende la presentazione del libro prevista per il 2 dicembre della nipote di Benito Mussolini, Edda Negri, organizzato da Ordine Futuro, associazione culturale di Forza Nuova. Il sindaco Fabrizio Ciarapica risponde alle proteste sorte dopo la diffusione del volantino della presentazione replicando che si tratta di una iniziativa culturale: «Sono critiche strumentali – dice il sindaco – l’amministrazione comunale è aperta a tutte le iniziative culturali e lo ha dimostrato in tante occasioni, in quanto rispetta la libertà di pensiero e la libertà di espressione di ciascuno. Ognuno è libero di pensarla come vuole sulle vicende storiche, ma la presentazione di un libro che parla di donna Rachele in maniera biografica e intima non è un fatto politico. Non si parla di politica né si fa apologia del fascismo perché il libro narra semplicemente una vicenda familiare. L’iniziativa non è patrocinata dal Comune e l’amministrazione Corvatta, nell’ottobre del 2015, ha concesso alla stessa associazione Aries, che adesso viene incriminata, l’uso dei locali della biblioteca comunale “Zavatti” per presentare il libro “Non morirò del tutto”, in una serata dedicata al ricordo di Rutilio Sermonti. Cosa è cambiato da allora?».
Libro su donna Rachele “Per non dimenticare” Scoppia la protesta tra gli antifascisti

Certo, la nonnologia è importante.
Si cerca, di svincio, di parlare sempre del mascellone e degli anni nefasti del regime.
E si tira fuori la figura della moglie, proprio per evitare accuse di nostalgia fascista…
Peccato però che, alla resa dei conti, tale figura venne proprio bistrattata dal mascellone, visto che fu pizzicato (in fuga) con l’amante.
– Luigi Pirandello, scrittore
– Filippo Tommaso Marinetti, scrittore
– Ardengo Soffici, pittore e scrittore
– Giovanni Papini, scrittore
– Gioacchino Volpe, storico
– Raffaele Pettazzoni, storico delle religioni
– Ildebrando Pizzetti, musicista
– Riccardo Bacchelli, scrittore
– Enrico Fermi, scienziato
– Giulio Aristide Sartorio, pittore
– Adolfo Wildt, scultore
– Salvatore Di Giacomo, poeta
– Alfredo Panzini, scrittore
– Pietro Mascagni, musicista
– Emilio Cecchi, critico d’arte
– Ugo Ojetti, scrittore
– Massimo Bontempelli, scrittore
– Guglielmo Marconi, scienziato
– Giuseppe Ungaretti, poeta
– Giovanni Gentile, filosofo
tutti beceri, tutti tangheri, tutti cialtroni, tutti buzzurri…
Anche una biografia di quel cavallo bianco in sella al quale Mussolini, verso il 1942, sognava di entrare, come Napoleone, nelle storiche città d’Egitto sarebbe importante. Sarebbe importante non come fatto politico ma per l’ippologia.
“Invece non è sbagliato” scrive Adorno “sollevare la questione meno culturale se dopo Auschwitz sia ancora possibile continuare a vivere e soprattutto se lo possa chi vi è sfuggito per caso e di norma avrebbe dovuto essere liquidato”. Quattro anni dopo, il 20 aprile 1970, Paul Celan si sarebbe suicidato gettandosi nella Senna.