Vaccini, Ordine dei medici:
“Le mappe anticorpali non servono
e basta con la favola del complotto”
SANITA' - Il presidente Americo Sbriccoli ammonisce il comportamento di alcuni genitori che chiedono ai pediatri esami cervellotici per valutare l'opportunità della profilassi e richiama l'attenzione sul rapporto di fiducia con i dottori
A pochi giorni dall’inizio della scuola, sono circa “un centinaio” le lettere di diffida all’Asur sul rispetto dell’obbligo vaccinale per i bambini da zero e sei anni in base alla legge Lorenzin.
“Ci sono diffide vere e proprie – fanno sapere dall’Asur -, ma anche richieste di sottoporre i figli a vaccini ‘singoli’, il che non può essere perché i vaccini disponibili sono polivalenti, oppure ancora a esame sierologico, per verificare.
Questo è possibile, ma la spesa è a carico delle famiglie. C’è anche chi chiede un appuntamento per avere chiarimenti e prenota per la vaccinazione, ma poi non si presenta, cercando di prendere tempo”. Tra le curiosità, “qualcuno ha diffidato dal vaccinare i propri figli a scuola, cosa impossibile, dato che vaccinazioni si fanno solo nelle strutture sanitarie”. “Su circa 74.600 bambini da zero e 6 anni – spiega il direttore sanitario dell’Asur Nadia Storti -, poco più del 13% è risultato non in regola. Abbiamo spedito quasi 10 mila lettere raccomandate con ricevuta di ritorno con i moduli per l’autocertificazione”.
Sulla questione vaccini interviene l’ordine dei Medici della provincia di Macerata. «Il comportamento ostile e risoluto di alcuni genitori, – scrive il presidente Americo Sbriccoli – che, per adire alle vaccinazioni obbligatorie dei loro bambini, su consiglio non si sa bene di chi, pretendono dal medico la richiesta di una lista di esami clinici ed accertamenti cervellotici quanto inutili, minacciando denunce in caso di rifiuto, rendono necessario un nuovo nostro intervento in materia. Lo scadimento del cosiddetto rapporto medico-paziente viene spesso denunciato come dovuto a scarsa sensibilità del medico, che si limita ad una prestazione, magari anche corretta, ma sgradevolmente fredda e impersonale. Tuttavia non va dimenticato che il rapporto è bilaterale, con l’assistito che mette la sua fiducia, mentre il medico dà tutta la sua conoscenza ed il massimo dell’impegno per il migliore possibile risultato. Non può esistere che la collaborazione tra fiducia dell’assistito e dedizione del medico si trasformi in contesa tra controparti. Quando questo dovesse capitare, il rapporto va subito interrotto».
Sbriccoli insiste sul rapporto di fiducia: «C’è gente che giustamente si fa delle domande ma, stranamente, per le risposte non si fida del suo medico. Perché vaccinare mio figlio che scoppia di salute, magari anche correndo qualche rischio? Perché solo con una immunità che arrivi al 95% della popolazione si ottiene l’azzeramento del rischio infettivo anche per chi non può essere vaccinato. Perché 10 vaccinazioni quando prima ne bastavano 6 o anche solo 4? Perchè in Italia 10 sono le malattie a più alto rischio epidemiologico. Perché non fare gli esami per valutare il bisogno di vaccinare? Il bisogno di vaccinare riguarda tutti i bambini in buona salute senza fare esami non di uso clinico, come le cosiddette mappe anticorpali. C’è accordo assoluto tra Istituto superiore di Sanità e vari gruppi di ricerca nell’escludere l’utilità degli esami per l’indicazione alla Vaccinazione».
L’ordine dà anche le controindicazioni e ammonisce: « Esistono casi nei quali non va fatta la vaccinazione? Si. Ci sono casi nei quali la vaccinazione può essere inutile o dannosa. Inutile per le malattie di cui si è diventati immuni per averle già avute. Dannosa nei soggetti immunodepressi. Si tratta sempre di bambini già in trattamento medico per malattie gravi che compromettono il sistema immunitario. Le minacce ai medici che rifiutano le prescrizioni arbitrarie ed inutili sono, oltre che scorrette, offensive e perseguibili e per favore finiamola con la favola del complotto tra Ministero, Multinazionali del Farmaco e Organizzazioni mediche allo scopo di lucrare dalla maggiore vendita di vaccini. Una cosa che non sta né in cielo né in terra e offende solo l’intelligenza di chi la crede».
L’Ordine allega, infine, una nota di Alberto Villani (Società Italiana di Pediatria): “Non esistono evidenze scientifiche che dimostrino l’utilità di accertamenti di laboratorio in grado di prevedere o prevenire eventuali reazioni avverse conseguenti alla somministrazione dei vaccini*”: è quanto afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria, Alberto Villani, in risposta a quanti nei giorni scorsi da più parti hanno sollecitato un loro utilizzo. “Gli effetti collaterali gravi dovuti ai vaccini sono rarissimi – precisa il Presidente SIP – ed in ogni caso nessun esame, al momento attuale, riesce a stabilire se un bimbo presenta un aumentato rischio di reazioni. Esiste invece la possibilità, attraverso l’anamnesi, di identificare le situazioni che controindicano temporaneamente o permanentemente la somministrazione di vaccini”. Pertanto, conclude Villani, “i genitori dovrebbero diffidare da chi propone questi test inutili e costosi per le famiglie e fidarsi della scienza”.


Peccato che Epatite B, Haemophilus B, Parotite, Pertosse, Poliomelite e Rosolia possano manifestarsi senza alcuna o con lieve sintomatologia (lo dice http://www.salute.gov non io) e quindi come facciamo a sapere se i bambini l’hanno già avuta? Con gli esami anticorpali. Quindi non capisco perché i medici debbano rifiutarsi almeno questi pochi innocui, economici ed indispensabili esami. Per le allergie, discorso a parte, si muore (e non lo dico io ma i fogli illustrativi dei vaccini). P.S. Alberto Villani, presidente della SIP ha pubblicamente ammesso di aver ricevuto nel 2015 64 mila euro da Glaxo, Sanofi e Mercks, quindi è credibile come il macellaio che sponsorizza la sua carne (al minuto 54′ http://www.la7.it/la-gabbia/rivedila7/la-gabbia-open-dentro-al-cara-di-foggia-puntata-31052017-01-06-2017-214562).