Le Antiche fonti
riaprono con Aristofane
MORROVALLE - Dopo la recente ristrutturazione, il monumento è stato inaugurato con uno spettacolo di recitazione e danza preceduto da un aperitivo al tramonto

Lo spettacolo che si è tenuto alle Antiche fonti

Riaprono le Antiche fonti, Morrovalle in festa. I suggestivi spazi oggetto di ristrutturazione sono stati inaugurati venerdì sera con l’evento “Alla Fonte, dove scorrono pensieri e desideri”. L’appuntamento ha accolto numerosi presenti con un aperitivo cena al tramonto che ha anticipato uno spettacolo di teatro danza con la lettura di estratti dalla commedia di Aristofane “Donne all’assemblea”. L’evento è stato curato dalla regia e dall’allestimento scenografico di Laura Perini e di Giulia Ausili. L’interpretazione del testo aristofanesco, ripreso con fedeltà dalla divertente sceneggiatura originale, è affidata alle attrici Fulvia Zampa e Simona Benigni. Gli intervalli di danza sono di Giosy Sampaolo, accompagnata al pianoforte da Fabio Capponi, le cui note si sono trasformate nella rappresentazione sonora dell’acqua che sorre in queste splendide fonti. Per la preparazione della degustazione l’Archeoclub, il gruppo organizzatore dell’iniziativa, si è avvalso della prestazione della società locale di catering Profumi e Sapori. «L’idea di Laura Perini e di Giulia Ausili – spiega la presidentessa dell’Archeoclub Nazarena Acquaroli – è stata subito accolta con favore dall’assessore Salvucci e dalla nostra associazione che ha nella riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale della città di Morrovalle la ragione essenziale della propria attività. Le Antiche Fonti sono vestigia preziose del vissuto sociale, oggetto di recupero diversi anni fa da parte del Comune, ma rese non praticabili dalla disordinata e folta vegetazione che impedisce l’accesso e il creativo utilizzo. La struttura, posta inferiormente al grande lavatoio, nei pressi della porta storica San Bernardino e non distante dalla strada provinciale 10, nel suo genere è la più bella del territorio comunale. Le tre vasche sono sormontate da mascheroni in pietra con getto d’acqua sorgiva. Una di queste serviva come abbeveratoio degli animali, un’altra per il lavaggio dei panni con il sapone e quella collocata nel mezzo era adoperata per il risciacquo. Tutto questo accadeva ancora nei primi decenni del ‘900, in un tempo lontano trascorso da poco.








