Nuova scuola primaria a Porto Potenza
‘Sprecati 330mila euro e tre anni’
L'ATTACCO - Il segretario del Pd Enrico Garofalo punta il dito contro l'atteggiamento di chiusura del sindaco Acquaroli: "L'errore più grave, l’abbandono dell’idea di costruire un nuovo edificio per puntare sulla ristrutturazione"

La vecchia scuola elementare di Porto Potenza

Enrico Garofalo
“Alle prese con la prima grande scelta del suo mandato Acquaroli ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza”. Sono le parole del segretario del Pd di Potenza Picena Enrico Garofalo. Nel mirino, la nuova scuola di Porto Potenza. Per i dem l’amministrazione avrebbe sprecato 330mila euro e tre anni di tempo. “A tre anni dal suo insediamento l’amministrazione Acquaroli – spiega Garofalo – ha approvato lo studio di fattibilità della nuova scuola primaria di Porto Potenza. Il progetto completo costerà 6 milioni di euro ed occuperà interamente l’area verde di fronte alla scuola media. Al momento è prevista la realizzazione del primo stralcio, che costerà 3 milioni di euro ed avrà 20 aule didattiche, senza alcuno spazio per l’attività motoria. Tre anni fa l’errore gravissimo che addebitiamo al sindaco Acquaroli: l’abbandono dell’idea di costruire un nuovo edificio per puntare sulla ristrutturazione della vecchia scuola di Piazza Douhet. Un errore costato molto caro alla nostra comunità”. E qui il segretario dem ripercorre l’intera vicenda. “Il sindaco Acquaroli, quando si insedia nel giugno 2014, eredita dalla precedente amministrazione di centrosinistra un progetto definitivo per la nuova scuola. Nell’autunno 2014, venuto meno l’impegno di “Ecocittà” a finanziarne la realizzazione – ricorda Garofalo – Acquaroli, invece di cogliere le diverse opportunità di finanziamento offerte dal governo Renzi a partire dal 2014, cambia obiettivo e punta sulla ristrutturazione ed adeguamento sismico del vecchio edificio. Attende ancora un anno e solo il 23 dicembre 2015 delibera l’avvio delle operazioni che portano alla verifica di vulnerabilità sismica del vecchio edificio, indagine funzionale al nuovo obiettivo della ristrutturazione. Il 5 novembre 2016, conosciuto l’indice di rischio sismico, il sindaco chiude l’edificio scolastico ed annuncia l’abbandono del progetto di ristrutturazione perché antieconomico. L’edificio di piazza Douhet, che non ha riportato la benché minima crepa dopo i tre terremoti, viene chiuso con i conseguenti disagi che ben conosciamo. Soldi spesi tra verifica di vulnerabilità sismica e lavori per le nuove aule: 330.000 euro. L’amministrazione Acquaroli, che aveva ereditato un progetto di nuova scuola, dopo tre anni persi, tanti soldi sperperati e disagi per l’attività scolastica che persisteranno, scopre che la ristrutturazione è antieconomica e ricomincia tutto daccapo con un nuovo progetto”.

Francesco Acquaroli
Ecco secondo i dem da dove arrivano i 330mila euro e i tre anni sprecati. Ma anche riguardo al nuovo progetto il Pd è critico per la “la netta chiusura del sindaco Acquaroli ad ogni contributo esterno alla sua compagine amministrativa. Atteggiamento di preclusione tenuto anche verso il consiglio di istituto della scuola – aggiunge – il quale, invece di essere chiamato a fornire un meditato parere, è stato convocato per una mera presa d’atto del progetto, senza possibilità alcuna di formulare osservazioni e proposte organiche. La giustificazione di tanta chiusura è che bisogna fare in fretta perché serve il progetto esecutivo entro dicembre”. Insomma per i dem, Acquaroli non solo avrebbe perso tempo e soldi con l’idea della ristrutturazione poi abbandonata, ma non avrebbe neanche “colto le occasioni di nuovi finanziamenti e ha pure rinunciato – conclude Garofalo – ad un incentivo di 750.000 euro assegnato dal Miur a chi avesse voluto aderire alla sperimentazione dei fondi immobiliari per l’edilizia scolastica”.