Parentopoli, Ciarapica:
“Compensi secondo legge”
Troiani: “Pd, due pesi e due misure”
CIVITANOVA - Le risposte dell'amministrazione alle accuse sulle nomine nelle partecipate contestate con manifesti dei Democratici in città. Il sindaco: "Non abbiamo pensioni o di vitalizi da vent'anni a questa parte, come capita ad altri politici"
Solo una breve pausa di mezzagosto per il patrono e riprende il botta e risposta a Civitanova tra maggioranza e opposizione. Il primo consiglio comunale del 2 agosto si era chiuso con le accuse di parentopoli verso l’amministrazione per i primi posti assegnati all’Atac. Poi nelle settimane successive si è completato lo scacchiere delle partecipate tra gli strali dell’opposizione espressi anche in manifesti pubblici. Il sindaco Fabrizio Ciarapica interviene oggi in merito ai compensi della giunta e dei nuovi amministratori delle società comunali. “Ci siamo attenuti alla legge,- dice il primo cittadino- non spendiamo né un euro in più, né un euro in meno. Per quanto riguarda il sottoscritto, informo che è scattata la decurtazione del 50% dovuta al fatto di essere dipendente di un’azienda e che non ho certo la possibilità di avere un sostituto. Vorrei anche precisare che nella mia famiglia non si gode del privilegio di pensioni o di vitalizi da vent’anni a questa parte, come capita ad altri politici, e che le mie azioni di beneficenza le gestisco in maniera privata, senza farne oggetto di ripetuti annunci sulla stampa. La rinuncia alle due indennità della passata Amministrazione restano scelte personali e a quanto mi risulta non sono neanche sempre tracciabili i fondi risparmiati dall’Ente”.
Il sindaco difende anche le scelte fatte sull’Atac: “La passata amministrazione ha speso 41 mila euro all’anno fino al 2015 per due persone, a fronte dei nostri 40 mila attuali. Tutti sanno, inoltre, che è stato ritagliato un abito su misura per l’amministratore delegato, figura che prima non esisteva, per soddisfare gli appetiti politici del Pd. Il risparmio dovuto al pensionamento di Cognigni non acquista di certo valore di encomio perché anche in questo caso è stato imposto dalla legge e va da sé che anche noi ci adegueremo in caso di futuri pensionamenti nel Cda. Allargare il numero dei componenti è un criterio del tutto legittimo e arriva dopo la nuova normativa che ci impedisce di nominare dipendenti comunali; un consiglio più ampio a nostro parere garantisce maggiore rappresentatività nell’azienda e una migliore gestione delle problematiche. Un buon governo della città non scaturisce certo automaticamente dalla rinuncia a qualche indennità, soprattutto se coperta da altri vitalizi poiché anche i vitalizi sono frutto di soldi pubblici. Ma in merito alla passata gestione della ‘cosa pubblica’ i cittadini hanno avuto le idee chiare e non mi sembra ci sia da aggiungere molto.
Ironizza sui manifesti il vicesindaco Fausto Troiani ( “Quando i parenti sono di sinistra… le tipografie esauriscono la carta”). E rimanda al mittente l’ accusa di Parentopoli: “Il Pd spera si ignori che è capace di far di molto peggio”. Il riferimento è al caso della nomina di Carlo Casini fratello dell’assessore regionale Anna. “Sul Fatto Quotidiano di venerdì 11 agosto, – ricorda Troiani – si riporta uno spiacevole episodio della vicepresidente della Regione con deleghe ai lavori pubblici, Anna Casini, che avrebbe insultato due donne sfollate, sentendosi minacciata perché avevano espresso un disagio per i ritardi e inefficienze istituzionali legati al sisma. Ma la notizia più curiosa arriva alla fine dell’articolo, quando la giornalista Sandra Amurri cita la delibera con la quale il fratello di Anna, Carlo Casini è stato assunto nell’ufficio speciale per la ricostruzione guidato da Cesare Spuri alle dipendenze del commissario straordinario Vasco Errani e del vicecommissario Luca Ceriscioli, presidente Pd della Regione Marche, percependo una indennità aggiuntiva al suo stipendio di circa due mila euro al mese. Trovo strano che una notizia di tale portata sia sfuggita ai dirigenti della sinistra civitanovese, che della ‘Parentopoli’ hanno fatto il loro cavallo di battaglia sin dal 2012 e che di recente hanno tappezzato di manifesti Civitanova per denigrare le scelte dell’attuale amministrazione relative all’Atac.
“Gli esponenti della sinistra locale conclude il vicesindaco – hanno spulciato l’albero genealogico degli assessori e consiglieri di destra, ma non dicono una parola di chi, a poca distanza, occupa posti di gran lunga più prestigiosi vantando strette parentele. Peccato che i Dem cittadini piombino in un silenzio assordante quando gli incarichi vengono conferiti dai loro compagni. Nel caso specifico di Carlo Casini, selezionato con avviso lampo e decisamente ben remunerato, non è dato conoscere la giustificazione del Governatore, ma l’intellighenzia Pd riterrà l’assunzione più che legittima, poiché il professionista è di tale levatura che non nominarlo significherebbe discriminarlo a causa di un cognome. Cosa che però non vale a Civitanova, e ci si chiede il perché. Due pesi, due misure, verrebbe da dire”
Bagarre sulle nomine delle partecipate, il Pd: “riesumata parentopoli”


