Contaminazione da cobalto,
la Provincia cerca i responsabili
AMBIENTE - L'ente ha chiesto all'Arpam un approfondimento per risalire alla fonte. Nel 2014 uno studio sull'area tra Castelraimondo e San Severino, potenzialmente interessata dall'inquinamento Sacci, ha evidenziato su un campione il superamento del limite di legge

A forma di stella le zone con troppo cobalto
Lieve contaminazione da cobalto tra San Severino e Castelraimondo, la Provincia di Macerata ha avviato il procedimento per risalire alla fonte responsabile della contaminazione. La legge dispone un limite massimo di concentrazione di 20 mg per chilo, mentre il campione Sc 28, nell’indagine ambientale dell’Arpam effettuata nell’agosto del 2014, tra quelli di terreno presi nella zona potenzialmente interessata dalla ricaduta di inquinanti emessi dall’impianto del cementificio Sacci, aveva dato esito 49 mg/kg. Il terreno con il valore fuori limite si trova nel territorio del comune di Castelraimondo. Si è trattato di un unico campione di suolo sui 33 analizzati dall’ente, nell’indagine di tre anni fa. Nella stessa relazione ambientale dell’Arpam si legge che “Allo stato attuale, sulla base dei risultati ottenuti, non si hanno elementi per fare ipotesi circa le causee di tale superamento, sarà necessario predisporre ulteriori indagini”, per comprendere se si tratta di una contaminazione di una piccola porzione di territorio, o se interessa una zona più estesa.
La Provincia, che nel gennaio 2017 ha appurato il problema del superamento del limite di cobalto come si legge nel procedimento avviato pochi giorni fa, ha già ordinato all’Arpam di effettuare ulteriori monitoraggi. Per l’agenzia regionale di protezione ambientale si tratta comunque di un “superamento poco significativo”. L’Arpam lo scorso 16 giugno ha prelevato 9 campioni di terreno in un raggio tra dieci e cento metri dal punto del primo sforamento di cobalto e altri 3 lungo la direttrice che collega la Sacci all’area di massima ricaduta. I risultati parlano di un lieve sforamento di 24 mg/kg per uno dei parametri posto a 100 metri dal punto del primo sforamento del 2014, il campione Sc 28 H nel territorio di Castelraimondo e di un altro che presenta il valore di 28 mg/kg detto Sc 30, nel territorio di San Severino. L’Arpam nel trasmettere i risultati alla Provincia ha rilevato che “nell’area indagata, di concentrazioni medie di cobalto di 10 mg/kg con due superamenti puntuali della relativa csc (soglia limite n.d.r)”, al di fuori dell’area di massima ricaduta della Sacci. Come previsto la Provincia ha avviato il procedimento per individuare il responsabile della contaminazione, al fine di inviare l’opportuna diffida prevista dalla legge. L’ente ha chiesto ai comuni tutte le informazioni catastali e sulle attività che anche in passato sono state svolte nelle zone interessate ed all’Arpam di svolgere ulteriori indagini per individuare la fonte certa della contaminazione. Di recente il comitato Salva Salute di Castelraimondo ha contestato la validità dell’indagine ambientale Arpam, suggerendo agli enti di richiedere indietro i soldi spesi.