“Una tragedia dimenticata” sul Colle Ascarano:
“Qui a ottobre non ci sarà più nessuno”
SAN GINESIO - Alla presentazione del libro di Magnalbò e Verdenelli, racconti e testimonianze sul sisma e sui carolingi in Val di Chienti. Il cantiere del campus scolastico parte a settembre
Un teatrino di legno copre la fontana al centro del Colle Ascarano di San Ginesio. E’ uno degli interventi fatti dai giovani architetti e designer provenienti da varie regioni d’Italia e d’Europa durante il workshop internazionale di progettazione e autocostruzione dello scorso luglio, manufatti in legno per allontanarsi anche mentalmente dalle macerie che ancora segnano il paesaggio del Balcone dei Sibillini. Su questa suggestiva location è stato presentato mercoledì il libro ‘Una Tragedia dimenticata’ (storia dei sismi in Centritalia dall’801 ad oggi) di Luciano Magnalbò e Maurizio Verdenelli. “Non sapevamo cosa fare di questa fontana che non ci è mai piaciuta – ha detto Marco Taccari, consigliere delegato a conclusione dell’evento – questo evento ci dà forza e ci fa sentire che non siamo soli, l’uscita di scena del capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, con le sue dimissioni per motivi personali, priva San Ginesio di un amico fondamentale. Con lui eravamo più fiduciosi, ma la città rinascerà, saprà farcela attraverso la gente, le istituzioni, le associazioni”.
Già, a che punto è la notte della ricostruzione di quello che è apparso ‘Un sipario dipinto’, una scenografia di Dante Ferretti per un film di Martin Scorsese? Alla domanda di Gabriele Censi, coautore del libro, la professoressa Tullia Leoni Cardarelli ha provato a rispondere per l’amministrazione, assente in quel momento del dibattito, coordinato da Maurizio Verdenelli: “La scuola sarà pronta per l’inverno, secondo le notizie che circolano”. Ed un intervento emozionante del prof. Mario Baldassarri, ha posto sul ‘tavolo’ la “drammaticità” di chi ha perso la casa nella zona rossa di San Ginesio. “A questo dibattito, fra tanti, non vedo quasi nessuno del posto: tutti sono fuori del proprio paese, e siamo a metà agosto, ad ottobre non ci sarà più nessuno.
Ricordo quando strade e piazze ribollivano di turisti ed attività: ed ora…?” ha detto il direttore della Corale Bonagiunta. In risposta a Renato Mattioni, capo di gabinetto di Confcommercio che aveva poco prima ricordato la telefonata del padre, il popolare maestro Fernando che gli aveva annunciato la sua condizione di ‘deportato’ per aver perduto la casa, mentre il museo di Pievetorina da lui fondato era stato chiuso per inagibilità: “Papà, le case non contano, conta il lavoro, il ritorno all’economia, allo sviluppo, alla produttività: su questi cardini è la ricostruzione”.
All’incontro ha preso parte il giornalista Marco Degl’Innocenti (Gazzetta dello Sport, La Stampa, già capo ufficio stampa della Fiat in Germania) che ha ricordato la stagione d’oro del turismo di San Ginesio quando sua madre, da Perugia, era ospite fissa d’estate in città. Degl’Innocenti, provenienti da Monaco di Baviera, appariva scosso dal viaggio che aveva fatto all’interno del ‘cratere’¨da Muccia, a Caldarola fino a San Ginesio. “Ho visto una grande civiltà, la nostra storia distrutte, bisogna fare subito qualcosa!”.
C’è stato spazio anche per l’invettiva politica in versi da parte del poeta Maurizio Angeletti e i racconti di Liana Maccari che ha allacciato sapientemente il caso Moro con il Medioevo. Ed allora l’imperatore terremotato, Carlo Magno ha fatto ‘irruzione’ attraverso Domenico Antognozzi, collaboratore del prof. Giovanni Carnevale (che ha mandato i suoi saluti agli astanti raccolti attorno alla struttura lignea che veniva inaugurata ai dibattiti per l’occasione). Tullia Leoni ha ricordato una cena presenti tra gli altri lo stesso Carnevale e il prof. Cardarelli che intuì in modo vincente la presenza dei templari a San Ginesio: “I fregi dei Cavalieri furono più tardi rinvenuti sulla facciata della Collegiata: una grande scoperta che mio marito dedicò alla sua amatissima città, che veniva sempre prima di tutto. Una testimonianza ancora più importante adesso”. Una giornata ‘magica’ attorno anche e soprattutto a Luciano Magnalbò che ha raccontato l’indagine centrale del libro: i morti ‘nascosti’ (12 studenti della scuola dei Gesuiti) vittime del terremoto a Macerata nel 1703. “L’indagine continua, appena apriranno altri archivi, altre ‘fonti” ha promesso l’avvocato/senatore.









