Sicurezza al pronto soccorso,
“E’ ora di aprire gli occhi”
CIVITANOVA - Presa di posizione di Fratelli d'Italia dopo le ultime denunce del sindacato su episodi di violenza in ospedale: "Servono telecamere e guardie giurate, così si sta minando la tranquillità del personale"
Sicurezza al pronto soccorso di Civitanova, Fratelli d’Italia richiede e sollecita telecamere e sorveglianza. Il partito interviene dopo la presa di posizione del sindacato a seguito di alcuni episodi di violenza verbale e intemperanze avvenute in ospedale. «Non possiamo rimanere indifferenti di fronte ad episodi di questo genere, che mettono a rischio la sicurezza di operatori e utenti, ma anche il regolare svolgimento di un servizio pubblico essenziale – ha detto Roberto Pantella, coordinatore locale di FdI – Al Pronto Soccorso, lavorano professionisti altamente qualificati, che ogni giorno operano in condizioni estreme per fronteggiare al meglio le emergenze da sovraffollamento, soprattutto nei periodi di maggiore criticità qual è quello attuale. Turni pesanti, le difficoltà derivanti dall’essere in prima linea nell’assistenza e nella cura dei pazienti, contribuiscono a sottoporre il personale medico-sanitario ad un livello di stress psicofisico elevato. Le aggressioni verbali e fisiche, che ultimamente sono davvero frequenti, unitamente alla mancanza di telecamere di sorveglianza e di guardie giurate, alimentano anche un senso di insicurezza della struttura, minando la tranquillità di tutto il personale, che al contrario dovrebbe lavorare in un ambiente decisamente più sicuro». Sul tema è intervenuta anche la capogruppo di Fratelli D’Italia al Consiglio regionale Elena Leonardi che ha dato la propria disponibilità ad affrontare l’argomento nelle sedi preposte delle istituzioni regionali. «Episodi come quelli avvenuti al Pronto Soccorso di Civitanova non vanno sottovalutati -dichiara la Leonardi- credo sia urgente e necessario attuare forme di tutela non solo per gli operatori sanitari, ma anche per gli utenti».

magari servono più medici? Con i soldi delle telecamere e della sicurezza mettiamo un medico in più a fare il turno