Memorial Paolucci, la sorella:
“Chi sorride non muore mai”
MORROVALLE - Si è concluso il torneo di calciotto dedicato a "Pablo", il ragazzo scomparso prematuramente dieci anni fa. Più di 500 i presenti per le fasi conclusive della competizione, che ogni anno ricorda il giovane e i valori della speranza e del rispetto per la vita
Dieci anni dopo, Morrovalle non dimentica. Erano almeno 500 i presenti alla cerimonia di chiusura del torneo di calciotto che si è svolto all’oratorio Casa del fanciullo in memoria di Daniele “Pablo” Paolucci, ragazzo scomparso 10 anni fa a seguito di un incidente stradale. Famiglie, adulti, giovani e bambini insieme per condividere una serata dedicata al ricordo di Daniele e al torneo che per lui dieci anni fa è nato. Presenti anche il sindaco di Morrovalle, Stefano Montemarani, il vice sindaco Francesco Fioretti, il parroco don Luigino, don Giordano Trapasso, la Croce verde e l’associazione Ponte calcio. Nel corso delle edizioni 600 atleti sono scesi in campo pur sapendo di non ricevere nessun premio in denaro, ma con tanta voglia di stare insieme e divertirsi ricordando Daniele. Tanti anche i volontari che si sono resi disponibili nel collaborare per la buona riuscita del torneo. Quest’anno a tutti è stato consegnato un piccolo trofeo a ricordare la preziosità della salute e di ogni singola vita.
Tra i momenti più toccanti della cerimonia la consegna della targa ricordo agli amici di Daniele e la commovente lettura della lettera scritta da Noemi, la sorella di “Pablo”. «Il mio appello dopo dieci lunghi anni è che esiste un miracolo grande nella vita che si chiama rinascita, che si chiama speranza – recita uno stralcio della dedica -. E la speranza non è una semplice rassegnazione, ma un guardare al futuro con amore. Non perdete mai il coraggio di rispettare le regole. Abbiate il coraggio di rispettare la vostra vita e di celebrarla in maniera sana ogni giorno. Abbiate il coraggio di lottare per la verità. Abbiate il coraggio di sorrisi e di abbracci che sanno di speranza, abbiate il coraggio di “morire” ogni giorno per amore. Questo nostro appello va soprattutto ai giovani: siamo stati creati come esseri perfetti che non hanno bisogno di un qualche stupefacente per divertirsi, siamo capaci di farlo con le nostre energie e le nostre capacità.
La nostra vita va amata e celebrata, non distrutta piano piano. Chi sorride anche solo una volta, nel cuore di qualcuno non morirà mai. Mio fratello Daniele – racconta Noemi – vive nel cuore di molta gente, con i suoi sorrisi semplici ed il suo tenero sguardo, con la sua grande umiltà. Più che ricordare oggi quanto mi manca, vorrei ricordarvi il coraggio che è riuscita a generare nel mio cuore. Il coraggio di non sentirci soli, non c’è nulla da temere. C’è qualcuno che ci salverà per i nostri sorrisi e per l’amore che siamo stati capaci di donare». A fine cerimonia, una cara amica di Daniele ha cantato “Ti dico ciao”. Non a caso la canzone, eseguita davanti agli amici e la famiglia di Daniele (papà Alfredo, mamma Sandra, la sorella, i fratelli Pierpaolo e Alessandro) parla di come “ti dico ciao e non è un addio. Ti dico ciao, salutami Dio e digli che tu sei l’amico mio”.





