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Seicento atleti in campo
per ricordare “Pablo”

MORROVALLE - Un torneo di calcio dai pulcini agli over 40 in memoria di Daniele Paolucci, 17enne scomparso nel 2007

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Dani

Daniele Paolucci

Con la cerimonia di chiusura di domenica 30 luglio, all’Oratorio Casa del Fanciullo di Morrovalle, volge al termine il Torneo Memorial Daniele Paolucci – Pablo.  L’idea del Memorial Daniele Paolucci – Pablo (come lo chiamavano gli amici) nasce nel 2008, l’anno successivo all’incidente stradale nel quale ha perso la vita. Dopo giorni di immenso silenzio, su stimolo dei suoi amici più cari e della sua famiglia nasce il desiderio di creare qualcosa che facesse rimanere vivo il ricordo di Daniele e di quanto di meraviglioso nella sua semplicità, in soli 17 anni, fosse riuscito a donare. L’idea è stata subito abbracciata dalla parrocchia, dall’oratorio Casa del Fanciullo, dall’amministrazione comunale e da tanti altri volontari. Questo torneo si svolge ormai da dieci anni, con due o tre incontri durante ogni sera del mese di luglio, al campo d’erba dell’oratorio di Morrovalle e vede giocare, ogni anno, dalle 35 alle 40 squadre con circa 600 atleti di ogni età (dai pulcini di 6 anni agli over 40, maschi e femmine). Da dieci anni per questo torneo tanti volontari si spendono affinché esso si concretizzi, primo fra tutti Alfredo, il papà di Daniele che ne cura tutta l’organizzazione e chi, sin dal 2008, lo ha affiancato per programmare, organizzare e realizzare. Quest’anno più che mai è stata calorosissima la partecipazione del pubblico: ogni sera l’oratorio si è visto animato dalla presenza di intere famiglie: nonni, genitori e figli  insieme a conversare, mangiare, giocare e scherzare.

La particolarità di questo torneo è lo speciale premio in palio che ogni anno si propone: la voglia di stare insieme ricordando Daniele. Per la squadra vincitrice di ogni girone nessun premio in denaro, se non un piccolo trofeo significativo. “Vogliamo ricordare – scrivono gli organizzatori – quello che Daniele davvero è stato su questa terra: un vero e proprio esempio di umiltà. Daniele ha lasciato, ogni giorno dei suoi 17 anni di vita, piccoli semi di pace e di umiltà, di vera serenità che oggi, miracolosamente, stanno fiorendo. Il miracolo vero è che lui oggi ancora continua a vivere nel cuore di ogni ragazzo che ha scelto di scendere in campo rispettando lo spirito che questo torneo propone, così come nel cuore di ogni volontario che ha dedicato il suo tempo per collaborare. Quello che la famiglia ha proposto con il torneo in memoria di Daniele è uno spirito di fair play, di rispetto non solo delle regole, ma anche del compagno di squadra che ci corre accanto e dell’avversario che cerca di rubarci la palla, uno spirito di sana competizione, di altruismo e di lealtà, di collaborazione e di servizio con l’augurio che vivendolo in mezzo al campo da gioco poi ci verrà spontaneo sperimentarlo e metterlo a frutto in ogni piccola e grande partita della nostra vita. Quest’anno ad ogni giocatore verrà consegnato un piccolo trofeo ad ogni singolo giocatore. Questo per sottolineare l’importanza che ha ogni singolo individuo, ogni singola vita che ogni giorno meriterebbe di essere premiata ed amata per il valore che in sé stessa porta.
In questi anni si è tentato di dare un messaggio di speranza: si può essere felici “semplicemente” giocando e correndo insieme ai nostri amici e ai nostri “avversari” in campo, senza l’obiettivo di vincere qualcosa se non la bellezza di essere vivi e di stare insieme. Giunti alla fine di questa esperienza ci salutiamo ricordandoci che ogni fine può essere davvero capace di generare sempre un nuovo inizio”.


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