Odissea per una antitetanica

CIVITANOVA - Una donna di 68 anni è andata al pronto soccorso dopo essersi ferita con un forcone arrugginito. Ha atteso sei ore, ma la dose ce l'ha solo la farmacia del nosocomio che ieri era chiusa. "Una situazione surreale"
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L’ingresso del pronto soccorso

 

di Laura Boccanera

Odissea al pronto soccorso per un’antitetanica, “non possiamo fare l’iniezione, vada a Recanati o Sant’Elpidio a mare”. Questo quello che si è sentita rispondere una donna di 68 anni di Civitanova, R. S., giunta all’ospedale ieri pomeriggio attorno alle 16 dopo essersi ferita con un forcone arrugginito. Non era un’emergenza e la donna era disposta ad aspettare, ma alle 22 di ieri sera ancora non si riusciva a capire se sarebbe stato possibile fare l’antitetanica. Oltre alla fila del triage i medici hanno spiegato che la dose di antitetanica ce l’ha solo la farmacia dell’ospedale e nel pomeriggio è chiusa. Contattata la guardia medica, la donna si è sentita rispondere che loro non possono farla e non possono fare prescrizioni e di aspettare il medico curante. Sarebbe stato possibile questa mattina somministrare il farmaco al centro di vaccinazione che però il sabato è chiuso. La donna, insieme al genero e alla figlia, hanno provato a chiedere se fosse possibile acquistare l’antitetanica in farmacia, ma anche qui serviva l’impegnativa del proprio medico curante (il dottore della 68enne è fuori e c’è solo la sostituta che il sabato mattina non lavora) e oltretutto le farmacie comunali e private da tempo non tengono più l’antitetanica. «Una situazione davvero surreale – commenta il genero della donna – non sembrava di essere in un paese civile, ero incredulo che non si riuscisse a fare un’iniezione di antitetanica. Una vera Odissea tanto che alla fine anche i medici del pronto soccorso ci hanno risposto di provare ad andare a Recanati o a Sant’Elpidio a mare. Siamo riusciti a sbloccare la questione solo questa mattina quando per miracolo abbiamo trovato una farmacia che aveva in giacenza una dose e grazie al mio medico curante che ci ha consentito di acquistarla facendo la prescrizione. Abbiamo aspettato oltre 6 ore prima di fare il triage per poi sentirci dire che lì non avremmo potuto curare mia suocera».



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