Bollani, la prima volta allo Sferisterio:
“Macerata una città ideale per vivere”

L'INTERVISTA - Il pianista racconta a Cronache Maceratesi emozioni e sensazioni del concerto che lo porterà in Arena il 23 luglio. La sua improvvisazione sarà legata al tema della stagione dell'opera: l'Oriente
- caricamento letture
bollani-2-267x400

Stefano Bollani

 

di Federica Nardi

Stefano Bollani Macerata ce l’ha nel cuore. Fin dal ‘99 quando a stampare i suoi primi dischi fu proprio Paolo Piangiarelli, deus ex machina della stagione jazz locale. “È una delle città dove ho suonato più spesso, penso sia la dimensione ideale per la vita”, dice il pianista che racconta a Cronache Maceratesi, appena tornato da una tappa del tour estivo a Lione, le emozioni e le sensazioni del concerto che lo porterà allo Sferisterio per il suo “Piano solo”. Con la sfida ulteriore di declinare il one man show interamente improvvisato sul tema della stagione lirica maceratese, Oriente. “Vedremo quello che succede”, promette Bollani, che la città la conosce bene ma lo Sferisterio è un palco che calcherà per la prima volta il 23 luglio.

Non è la prima volta che suona a Macerata…

È la milionesima volta che torno a Macerata ma allo Sferisterio è la prima. Dovevo suonare nell’arena nel 2008 ma ha piovuto, non parliamo proprio di pioggia quindi. Sono contento comunque, mi era rimasto sul gozzo da 9 anni.

Com’è tornare dopo il terremoto? Pensa che in questo momento le persone abbiano bisogno della bellezza della musica?

Il concerto non è legato al sisma, sarei venuto lo stesso. La bellezza e la gioia vanno portate comunque, tanto più se ti chiamano a suonare allo Sferisterio.

I concerti “Piano solo” sono improvvisati. Ma questo è legato al tema Oriente, cosa cambia?

Voglio declinare il tema in molti modi diversi, basandomi su dei canovacci ma poi inventare e vivere il presente. Cerco un ponte che mi colleghi al mondo orientale ma l’invenzione arriva sul momento. C’è bisogno del pubblico, non ci metterei lo stesso entusiasmo se fossi da solo.

Oriente vuol dire molte cose…

Vengono in mente il Giappone la Cina, luoghi che hanno musiche molto diverse.

E strumenti molto diversi dal pianoforte…

Sì, principalmente a corda. Ma questo non vuol dire che quella musica non sia riproducibile con il pianoforte o che lo strumento non si possa usare in modo diverso. Si tratta più che altro di strutture musicali da cui prendere ispirazione. Ad esempio puoi scrivere un haiku in occidente, non te lo vieta nessuno, anche se da noi c’è più la tendenza a scrivere lunghi libri di psicologia che poesia sintetiche. Si tratta di strutture mentali oltre che poetiche. E forse è più interessante per noi scrivere un haiku, ci guadagniamo noi nel rapporto con l’oriente.

Insomma, pizzicherà le corde?

Potrei farlo, è uno dei primi pensieri. Ma non prometto niente perché tutto avviene sul momento.

bollani-4-267x400Nessun programma quindi, ma quando le hanno proposto il tema cosa le è venuto in mente?

Non c’è un brano che ho associato subito. Mi è venuto in mente un sapore, una sensazione, un mio modo di vederlo. Era il sapore dello zen, dell’importanza del respiro, della meditazione, della concentrazione sul presente. È quello che fa il musicista quando improvvisa, rimane concentrato sul presente perché deve elaborare in quel momento. Vivere il presente vuol dire accettare quello che accade perché può accadere qualsiasi cosa. Magari un errore che subito si capisce che invece è un segnale, un nuovo cammino. L’importante è stare completamente in contatto con te stesso.

Quindi si prepara in qualche modo a questi concerti?

Non faccio meditazione, non ho nessun rito prima di suonare. La mia forma di meditazione è suonare il piano perché nella testa faccio il vuoto. Divento un canale, c’è una musica che passa e devo fare il possibile per non interferire.

Oriente è il tema della stagione lirica di quest’anno. Lei è un appassionato di opera?

Non sono un appassionato ma la musica è la musica. E sono comunque interessato quando incontro compositori che utilizzano un mezzo, anche se di quel mezzo non vado matto. Poi le opere le ho viste.

La sua preferita?

Il Barbiere di Siviglia. È a un livello più alto. Mi piace tanto, mi fa ridere, la trovo sublime e inattaccabile. Rossini è un professionista della musica che si diverte come un matto con raffinatezze musicali che pochi hanno notato all’epoca e pochi continuano a notare. È una comicità vicina alla spiritualità.

Di solito alla fine dei suoi concerti “Piano solo” chiede al pubblico di decidere il bis. Se invece fosse il contrario, quale canzone dedicherebbe ai maceratesi?

“Volare”, la dedicherei a chiunque. Ma soprattutto a chi ha dei problemi con la terra. Perché c’è qualcosa nel karma di questo posto che ha a che fare con la terra e la canzone è un invito a elevarsi, a vedere le cose da un altro punto di vista. Racconta di un sogno, ma volare è guardare il mondo da lassù, dove è più bello. Parla dell’importanza dei punti di vista.

Si fermerà qualche giorno in città?

Arriverò dalla Spagna e me ne andrò subito il giorno dopo. D’estate sono sempre in giro a suonare. Non faccio il turista ma Macerata mi piace molto, secondo me è la dimensione ideale per la vita. Ho sempre sentito che mi sarebbe piaciuto essere parte di quella comunità.

(foto di Valentina Cenni)



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X
		Tolentino = 
Civitanova = 
Elezioni =