Parroci truffati,
tre persone a giudizio

IN AULA - Due i procedimenti trattati questa mattina dal gup del tribunale di Macerata. In entrambi imputato, con presunti complici, il 36enne Vincenzo Di Maso

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L’avvocato Domenico Biasco

 

Truffe ai parroci, tre persone rinviate a giudizio dal gup del tribunale di Macerata in due distinti procedimenti. In entrambi è imputato Vincenzo Di Maso, 36 anni, di San Giovanni Rotondo, residente a Civitanova. In un procedimento è sotto accusa insieme ad un giovane macedone, Ismen Ramadani, 23, residente a Sarnano. Secondo l’accusa avrebbero attivato una carta intestata a Ramadani. Poi avrebbero contattato un sacerdote, don Ferdinando Sulpizi, della chiesa di Sant’Agostino dicendo di chiamare da un call center dell’Enel e sollecitando il sacerdote a pagare una bolletta da 975 euro. Avrebbero detto al parroco che se non avesse pagato rischiava una multa di 2mila euro. Avrebbero poi chiesto al parroco il pagamento di altre bollette per 1.975 euro. Il sacerdote, continua l’accusa, aveva pagato. I fatti risalgono al 13 dicembre 2012.  Per questi fatti Di Maso e Ramadani sono stati rinviati a giudizio. In un altro procedimento Di Maso, assistito dall’avvocato Domenico Biasco, è sotto accusa con un pakistano di 28 anni, Wajahat Baig Mirza, residente a Civitanova. I fatti risalgono al 14-15 gennaio 2015. Per l’accusa avrebbero contattato il parroco di Pratovecchio, fingendosi un fedele in gravi difficoltà economiche. Avrebbero chiesto al sacerdote 850 euro per saldare la riparazione dell’auto e altri 650 euro per pagare ulteriori lavori. Anche in questo caso il giudice ha rinviato a giudizio entrambi. L’avvocato Domenico Biasco, tra l’altro, contesta l’aggravante, sostenuta dall’accusa, che Di Maso abbia ingenerato un timore immaginario.


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