Civitanovese, Profili risponde a Rosati:
“La squadra non è un mezzo di guadagno
L’asta? No comment”
CAOS ROSSOBLU - L'imprenditore non vuole annunciare se parteciperà alla corsa per rilevare il titolo sportivo. All'ex ds dice: "Mi piacerebbe capire come mai un professionista che si autocelebra così è disoccupato. Non nascondo che una mia idea me la sono fatta, anche in ragione dei risultati della seconda parte della scorsa stagione"

Mauro Profili
di Michele Carbonari
Acque agitate nella Civitanova del calcio a pochi minuti dal termine, fissato per le 12 di oggi, della presentazione di offerte per rilevare il titolo sportivo della squadra rossoblu. Arriva infatti la risposta di Mauro Profili alle dichiarazioni rilasciate lunedì scorso da Gianni Rosati (leggi l’articolo). Il 46enne imprenditore, che preferisce non annunciare se prenderà parte all’asta, attraverso un comunicato stampa tiene a precisare che l’intenzione del suo gruppo è quella di «voltare pagina rispetto a tutto ciò che è stato il passato recente della Civitanovese. Magari, come ha detto Gianni Rosati, non c’entro nulla con questo mondo, e su questo non mi sento di dire il contrario, ma di certo per me la Civitanovese non sarà un mezzo per guadagnare. Rosati deve sapere che tutte le persone dotate di intelligenza media possono essere in grado di organizzare una società delegando professionisti con i giusti valori ed esperienze». Profili continua rispondendo punto per punto all’ex ds di Fermana e Reggina. «Il signor Rosati ha esagerato, si è superato oltre ogni limite affermando che il giudice ed il curatore fallimentare sono dalla sua parte. Trovo queste affermazioni prive di rispetto verso la professionalità e la deontologia di due figure istituzionali che garantiscono equità e giustizia. Inoltre, non è di certo Rosati che ha l’autorità per promettere la possibilità di costruzione del nuovo stadio, o la facoltà di destinare somme per la realizzazione di opere».
L’imprenditore prosegue il suo intervento spiegando ciò che lo muove verso la Civitanovese. «Per me il calcio è passione pura e autentica, e la voglio condividere con tutti. La squadra che rappresenta i civitanovesi merita il rispetto e la considerazione che il mio gruppo con umiltà, sacrificio e passione vogliono restituire a questa realtà, che sarà ovviamente aperta a tutti coloro che la vorranno partecipare. La Civitanovese è un patrimonio della città e dei cittadini e come tale dovrà essere gestita in massima trasparenza con i bilanci all’evidenza pubblica. Considero Civitanova la città più importante delle Marche, la più brillante e la più effervescente, come tale vogliamo di riflesso creare una società che la rappresenti al meglio». Infine Profili non usa di certo il fioretto per sferrare qualche stoccata a Rosati. «Mi piacerebbe capire come mai, un professionista che si autocelebra così è disoccupato. Non nascondo che una mia idea me la sono fatta, anche in ragione dei risultati della seconda parte della scorsa stagione. A dicembre dello scorso anno, dovevano arrivare argentini, brasiliani, o chissà quali giocatori che avrebbero dovuto cambiare il corso delle cose, ma quello che so per certo, è che non sono arrivate neanche le bottigliette d’acqua». Insomma, questo è il clima incandescente in cui, proprio oggi, alle 12 scadrà il termine per la presentazione di offerte per rilevare il titolo sportivo della Civitanovese.
