Da Simone a Santa,
delitti tra le mura di casa
San Severino sotto choc
OMICIDIO BIANCHINI - La vigilia di Natale del 2015 Debora Calamai aveva assassinato il figlio con 9 coltellate. Oggi è stata invece una madre ad essere uccisa
San Severino sotto choc per un nuovo omicidio che si è consumato tra le mura di casa. Un delitto, quello di Santa Bianchini, 80 anni, che nella cittadina ha richiamato alla memoria quello del piccolo Simone Forconi, ucciso a 13 anni dalla madre, Debora Calamai. Era la vigilia della notte di Natale quando Calamai colpì il figlio con 9 coltellate, uccidendolo. La donna, in seguito ad una perizia disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Macerata, è risultata afflitta da un disturbo schizoaffettivo bipolare. Debora Calamai era stata assolta, il 23 settembre 2015, dal delitto perché non imputabile (leggi l’articolo). Il giudice aveva comunque disposto per la donna una detenzione per 10 anni in una residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria. La donna, è emerso, non ricordava più quello che era successo la notte della vigilia di Natale del 2014, quando l’avevano trovata seduta di fronte casa in stato di choc. Dentro c’era il figlio, morto. Il delitto di questa notte è avvenuto nuovamente tra le mura di casa e nuovamente per mano di una persona che soffriva di disturbi psichici, Giuseppe Bordoni, che è stato ricoverato all’ospedale di Macerata per aver bevuto acido muriatico e si è spento oggi pomeriggio.
Un terzo delitto ha coinvolto San Severino. E’ quello di Pietro Sarchiè. L’omicidio era stato consumato a Pioraco il 18 giugno del 2014, ma il corpo del commerciante di pesce era stato seppellito in località Valle dei Grilli, dove è poi stato ritrovato. Il delitto di Santa Bianchini è avvenuto in una città ancora sotto choc per il terremoto e che vive l’attesa della ricostruzione che si sta compiendo, pur se a piccoli passi.













