L’alchimia 2.0 di Unicam:
cosa lega oro, argento e rame
Lavoro utile per display Oled

CAMERINO - Una ricerca condotta dalla professoressa Rossana Galassi è stata pubblicata sulla prestigiosa scientifica internazionale Pnas. Potrebbe aprire le porte alle ricerche sui monitor flessibili

- caricamento letture
Omary_Galassi

I docenti Omary e Galassi

 

Alchimisti del ventunesimo secolo con uno sguardo ai display Oled. La domanda, a cui hanno cercato di dare una risposta i chimici dell’università di Camerino (il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Pnas), riguarda l’oro e il perché rame e argento tendano a legarvisi così fortemente. Dall’osservazione di questi legami e dalle intense emissioni di luce che ne derivano, ha preso il via il progetto di ricerca condotto dalla professoressa Rossana Galassi, docente della sezione di Chimica della Scuola di scienze e tecnologie di Unicam, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Pnas (Proceedings of the national academy of sciences, organo ufficiale dell’Accademia nazionale delle Scienze degli Stati Uniti). «Con questo ultimo lavoro, dove sono stati riportati composti stabili trinucleari ciclici bimetallici, cioè contenenti sia oro che rame, abbiamo dimostrato che i legami coinvolti nella formazione di questi composti, che fino ad adesso venivano chiamati interazioni secondarie di tipo metallofilico, ossia non molto forti, sono invece legami covalenti, esattamente alla stregua di tutti gli altri legami chimici – spiega Galassi –; i legami fra rame e oro in questi composti sono quindi della stessa natura di quelli che legano tutti i composti chimici che sono intorno a noi». Come moderni alchimisti i ricercatori coinvolti nello studio sono riusciti a scoprire il perché di questa tendenza del rame ad unirsi all’oro e che il legame tra di loro risponde alle leggi del legame covalente polare, lo stesso esistente nella molecola di glucosio, di acqua o di anidride carbonica per intenderci.

oled-2

Uno schermo Oled

«Questi composti che contengono il legame oro-rame, proprio in virtù di questo legame, hanno la capacità di convertire quasi tutti i fotoni che sono in entrata, quindi la luce assorbita, in fotoni in uscita, quindi luce emessa. Si tratta di un lavoro di ricerca della chimica di base, ma degno di notevole attenzione per le applicazioni che potrebbe avere nel settore delle tecnologie avanzate tipo negli Oled (usata per creare display ultrasottili e che si possono piegare ndr) – dice Galassi –. Questo importante risultato che mi ripaga del lavoro svolto da diversi anni. Abbiamo studiato molti aspetti in sequenza per arrivare, attraverso molte collaborazioni multidisciplinari, fino ad un prototipo di un Oled, con una resa quantità pressoché inalterata quindi molto promettente per futuri sviluppi applicativi di questi composti». La ricerca è stata svolta soprattutto in collaborazione con il gruppo di ricerca del professor Mohammad A. Omary della University of North Texas negli Stati Uniti «ha creduto in questo progetto e lo ha arricchito di aspetti teorici fondamentali. Inoltre mi ha inserita in un finanziamento della National Science Foundation proprio per approfondire gli studi di luminescenza».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X